Un pellegrinaggio per la pace in Terra Santa

Cinque rappresentanti del Movimento dei Focolari, provenienti da Bologna e da Napoli, assieme ad altri 155 pellegrini, hanno partecipato, dal 13 al 16 giugno a una grande esperienza di sinodalità accompagnati dal card. Zuppi

È stata una forte esperienza di sinodalità quella vissuta da 5 rappresentanti del Movimento dei Focolari, provenienti da Bologna e da Napoli, che, assieme ad altri 155 pellegrini, hanno partecipato, dal 13 al 16 giugno, al Pellegrinaggio di Comunione e di Pace in Terra Santa, organizzato dall’Arcidiocesi di Bologna e guidato dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Assieme ai fedeli della diocesi felsinea, erano presenti appartenenti a diversi associazioni e movimenti: Acli, Agesci, Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Comitato promotore della 3ª Marcia mondiale per la Pace e la Non-violenza, Comunione e Liberazione, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Vita Cristiana, Istituto italiano ricerca per la pace-Corpi civili di pace, Famiglie della Visitazione, Movimento dei Focolari, Pax Christi, Pia Unione dei Raccoglitori gratuiti nelle celebrazioni della Beata Vergine di San Luca, Piccola Famiglia dell’Annunziata, Portico della Pace, Pro Civitate Christiana, Slow Food Italia, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, e Un Ponte per la Terra Santa.

I pellegrini, nei giorni intensi (fisicamente, emotivamente e spiritualmente) vissuti assieme, oltre a sperimentare una reale esperienza di fraternità, hanno cercato di fare proprio il dolore delle persone che vivono tanti conflitti. È stata un’esperienza nuova di Chiesa, nella “convivialità delle differenze”, secondo una bella espressione di don Tonino Bello. L’impressione riportata è che questi giorni vissuti insieme, con i tanti momenti di preghiera, le relazioni e gli incontri; con gli sguardi e anche con la commozione, siano stati un piccolo contributo al cammino della pace.

Partiti da vari aeroporti italiani e giunti in orari diversi a Gerusalemme, i pellegrini, dai 20 agli 80 anni, si sono ritrovati, giovedì 13 giugno, nella Basilica del Getsemani, dove hanno sostato in preghiera davanti alla pietra sulla quale Gesù ha sudato sangue. La santa Messa è stata presieduta dal patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, e concelebrata dal card. Zuppi, dal nunzio apostolico, mons. Adolfo Tito Ylana, e dall’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi. Era presente il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Il patriarca ha ringraziato i pellegrini per la presenza che si fa testimonianza e diventa sprone per i cristiani di tutto il mondo, affinché ricomincino a visitare la Terra Santa.

Successivamente, nella Basilica di San Salvatore, nella Custodia di Terra Santa, una delegazione di pellegrini ha partecipato ai Vespri solenni, in occasione della Festa di sant’Antonio, protettore speciale della Custodia. Nell’omelia, fra Patton, ricordando uno dei miracoli di sant’Antonio, ha fatto un parallelo con la realtà attuale e ha affermato che ancora oggi «il Signore ci educa a perseverare nella ricerca del bene, a rimanere sintonizzati sulla sua volontà, a continuare ad essere operatori di pace, anche se non vediamo risultati concreti immediati».

In serata, ci sono stati incontri con i rappresentanti di organizzazioni che operano in Israele. Grande commozione ha suscitato l’incontro con Rachel Goldberg-Polin, madre di Hersh, un giovane ebreo preso in ostaggio il 7 ottobre. Nelle sue parole nessun desiderio di vendetta, ma condivisione per il dolore dei civili di Gaza: «Non voglio che il mio dolore provochi altro dolore», ha affermato con dignitosa fermezza.

Venerdì 14 giugno, le lodi e la santa Messa, nella Basilica del Santo Sepolcro, sono stati presieduti dal cardinale Zuppi, che, nell’omelia ha ricordato ai pellegrini che «non c’è resurrezione senza restare sotto la croce, senza farsi interrogare personalmente, nelle viscere, dalla sofferenza». Ha aggiunto che «bisogna restare, esserci, capire la sofferenza dell’altro e farla propria. Solo così inizia la pace».

Il cardinale Zuppi, con un gruppo di pellegrini si è, poi, recato in visita al patriarcato ortodosso, dove ha dialogato con Teofilo III, patriarca ortodosso di Gerusalemme. Altro incontro, con mons. William Shomali, vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Il gruppo di pellegrini, in seguito, ha potuto ascoltare le testimonianze e le riflessioni di Ysca Harani, storica delle religioni, impegnata nel dialogo con il cristianesimo; e, di Sarah Parenzo, pubblicista e ricercatrice; grazie alle quali hanno potuto comprendere un po’ di più la complessa realtà israeliana.

Con il trasferimento a Bethlehem è cominciata la conoscenza della dolorosa realtà dei Territori Palestinesi, con la visita di luoghi di sofferenza, dove operano laici e religiosi: Caritas Baby Hospital, Effetà, Tenda delle Nazioni e Hogar Niños Diós.

In serata, dopo una Via Crucis centrata sui problemi attuali del mondo, altri incontri con alcuni gruppi che operano concretamente lì: Operazione Colomba, Pastorale Giovanile, Scout cattolici e Popular Struggle.

A sin, il sindaco di Betlemme, Anton Salman.

Sabato 15 giugno, dopo la visita e la santa Messa nella Grotta della Natività, ci sono state le visite a 4 parrocchie dei Territori: Bet Sahour, Taybeh, Ain Arik e Birzeit, dove, incontrando i parroci e le comunità, i pellegrini hanno potuto conoscere da vicino la difficile realtà palestinese. Significativo l’incontro, a Taybeh, con il patriarca emerito Michel Sabbah. Un doloroso aggiornamento su Gaza è stato raccontato da padre Marcelo Gallardo, religioso argentino dell’Istituto del Verbo Incarnato. Ricco di speranza nel ritorno dei pellegrini è stato, poi, l’incontro con il sindaco di Betlemme, Anton Salman.

Il pellegrinaggio si è concluso con la visita a Emmaus-Nicopolis, dove l’arcivescovo Ricchiuti ha presieduto la santa Messa, invitando i pellegrini a proseguire sulla strada della riconciliazione e della condivisione del dolore. Che si fatta concreta con la raccolta di circa 60 mila euro (donati dai pellegrini, da associazioni, amici ed imprese), che sono stati divisi tra le varie realtà incontrate, così come 40 chili di Parmigiano Reggiano.

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