Un oro dopo l’altro: Italia regina della ritmica

Ai Mondiali 2022 di ginnastica ritmica disputati in Bulgaria, l’Italia chiude con il titolo a squadre 5 cerchi e un argento nell’esercizio misto, vincendo il medagliere dopo l’exploit di Sofia Raffaeli
Foto: Ap

Ai Mondiali 2022 di ginnastica ritmica disputati alla Armeec Arena di Sòfia (Bulgaria), la nostra Nazionale trionfa grazie alle superlative prestazioni di Sofia Raffaeli, che ha conquistato quattro ori sui cinque a disposizione, ai sigilli posti nel team ranking e, proprio in chisura di finesettimana, grazie alle “Farfalle” azzurre dei cinque cerchi sono arrivate prime davanti a Israele e Spagna, totalizzando 34.950 punti. A laurearsi campionesse iridate sono Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli, Daniela Mogurean, Laura Paris e Martina Santandrea, tutte portacolori del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare.

Smaltita subito dunque la delusione per la mancata qualificazione alle Olimpiadi, anche perché la chance è rimandata al prossimo anno, le azzurre della ritmica hanno conquistato l’oro nei cinque cerchi e l’argento nell’esercizio misto (tre nastri e due palle): una prova a dir poco di grazia e di tenacia che ha relegato il nostro paese ad uno storico primo posto in testa al medagliere.

Le campionesse azzurre si sono imposte con il punteggio di 34.950, davanti ad Israele, argento con 34.050, e Spagna, terza a quota 33.800. Pur salendo per prime in pedana, al ritmo di “They don’t care about us” di Michael Jackson e con un tifo da stadio, hanno piazzato pertanto otto decimi in più rispetto al 34.150 di venerdì, miglior punteggio delle qualifiche di specialità. Nella seconda rotazione, con Martina Santandrea al posto della Paris, le ragazze hanno eseguito quasi alla perfezione la routine con i due attrezzi, tre nastri e due palle, sulle note del mash-up di “mercy in darkness” e “strenght of thousand men”, dimostrando come quegli errori dell’All Around fossero probabilmente solo un caso. Il loro 31.450 vale in questo caso il secondo posto, alle spalle delle bulgare padrone di casa. Per la cronaca, con il quintetto di cerchi, le Farfalle a Pesaro nel 2017, all’inizio di un ciclo che le avrebbe portate poi al bronzo di Tokyo.

La 39esima rassegna iridata si tinge perciò di azzurro, lasciando agli altri paesi soltanto tre titoli: clavette individuali, all around di squadra e nastri e palle. “Le ragazze si sono ritrovate, con quell’unità che era mancata venerdì – dichiara Emanuela Maccarani, in 35 anni passata dal ruolo di atleta a quello di allenatrice e infine di commissario tecnico della Nazionale: – resta l’amarezza per la mancata qualificazione ai Giochi perché per noi era l’obiettivo da centrare. La nostra ritmica comunque si è dimostrata dominante con una competizione di spessore, ma anche con esercizi con errori: questo è il margine per pensare che si può fare molto meglio. Con gli ori individuali di Sofia Raffaeli abbiamo raggiunto un risultato storico. Ma dietro a lei, che è un fenomeno, c’è un movimento di ragazze brave e motivatissime che possono davvero dare una svolta alla ritmica italiana”.

Poi un cenno al ritorno alle gare della Russia: “è positivo, riammetterli è bene a patto che non facciano le qualificazioni per Parigi: per tutte noi sono già cominciate e entrare in corsa non sarebbe corretto”. Bicchiere invece solo mezzo pieno secondo la capitana azzurra Maurelli: “Siamo abituate a vincere o a perdere anche facendo bene; non siamo abituate a perdere facendo male. La reazione è la nota di merito e deve essere di insegnamento: queste due medaglie non ci ridanno il pass che volevamo venerdì ma dovevamo dimostrare a noi che quella pedana ci appartiene. Raffaeli? Ha dimostrato di essere la regina, ed è per noi uno stimolo”. Dalla vetta, dunque, i Giochi si vedono meglio, ma l’accesso è rimandato. Resta il miglior risultato per il nostro Paese in 39 edizioni del Mondiale: alla fine sono sei ori, un argento e due bronzi. Il tutto nonostante scarsi mezzi impegnati in Italia per questa disciplina, il che impone una riflessione che emerge dalle interviste stesse rilasciate da Sofia Raffaeli. La campionissima sottolinea sempre come dietro ai suoi risultati ci sia un impegno totalizzante, del resto ogni atleta di livello olimpico dedica la vita alla sua passione. Ma la ritmica è uno sport alla portata di ogni bambina: ci si diverte e si gioca con gli attrezzi, imparando a interpretare la musica. Se le più brave possono anche un giorno aspirare a Olimpiadi e Mondiali, tutte le altre praticano un’attività formativa che fa benissimo al corpo (qualunque) alla mente e alla capacità di cooperazione.

E’ una disciplina che divide interesse e risorse della Federginnastica con l’artistica, ma nella ritmica si lotta per due medaglie olimpiche, nell’artistica per sei, anche se al momento la prima dà ben più soddisfazioni. Forse anche perché, come sottolineava coach Maccarani, “servirebbero risorse e spazi: vorremmo rinnovare il Centro Federale e avremmo urgente bisogno di una decina di nuove pedane da distribuire in Italia per far allenare le ragazze. Basterebbero 200 mila euro: se penso alle cifre che girano in altri sport mi viene da sorridere”. Se serviva uno stimolo perché le istituzioni preposte ascoltassero quest’appello, è arrivato uno “tsunami di medaglie” a sottolinearlo.

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