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Mondo > Europa

Un mondo impazzito per la guerra

di George Ritinsky

- Fonte: Città Nuova


Nuovo test nucleare in Corea del Nord. Come costruire la pace. Il commento del nostro inviato

test nucleare in Corea del Nord

La notizia del quinto esperimento nucleare effettuato dalla Corea del Nord ci lascia interdetti. Una domanda nasce spontanea: «Che scenari si profilano con una continua corsa al riarmo?».

La Corea del Nord non è molto lontanta da dove vivo: 3.467 chilometri per esattezza, una distanza che non permette di sentirsi al sicuro.  Il quinto test nucleare è stato il più potente esperimento mai compiuto finora nel Paese nordcoreano: 10 kilotoni d’esplosivo, la bomba di Hiroshima ne aveva 15. 

Sembra addirittura che lo Stato socialista abbia la capacità di lanciare una bomba di tale potenza, montata su un missile, in grado di raggiungere gli Usa, nemici giurati come la Corea del Sud e il Giappone. Sono nazioni che hanno investito molte risorse in armamenti e in caso di guerra nessuno si salverebbe. Tutti pagheremo le conseguenze di un conflitto nucleare: l’umanità è un’unica famiglia sempre più interdipendente.

A volte penso che questo mondo sia impazzito solo per il piacere di far la guerra, di distruggere, di uccidere l’avversario, di dominare…Sentimenti negativi che stampa, televisione ed Internet amplificano minuto dopo minuto con la conseguenza di dilatare a dismisura paura e angoscia.

Eppure con un centesimo di quanto si spende in armamenti si potrebbero salvare dall’indigenza molte persone e con il 10% si sconfiggerebbe per sempre la fame nel mondo.  Pensate a quante scuole, ospedali si potrebbero costruire. Invece si costruiscono inutili strumenti di guerra, che fra poco più di un anno o al massimo due, saranno obsoleti e dovranno essere sostituiti da altri, più moderni e più costosi. E si spenderanno altri soldi…

Vivo in mezzo a gente povera e so che con 10 dollari al mese si riesce a mantenere un bambino a scuola: giusto per fare un paragone, con un bullone al mese di un aereo o di un carro armato, potremmo educare un bambino. Eppure l’enorme affare della guerra, perché di questo stiamo parlando, che arricchisce pochi, si regge sul fatto che ci sono, ancora oggi «i buoni ed i cattivi»: il capo di Stato di turno “fuori testa” e gli altri, i buoni, che devono fermarlo.

Per favore basta con la guerra. Il Santo Padre, due giorni fa ci ha dato il modo per sconfiggere la guerra: «Fermare la guerra nel nostro mondo, portare la pace nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nella vita di ogni giorno». Ho provato a farlo: due giorni fa ho litigato con dei colleghi a lavoro: ad un certo punto sono scoppiato ed ho lanciato i miei 10 kilotoni di rabbia su tre segretarie, una ragioniera ed un portinaio, scatenando il finimondo in ufficio. «Tutti morti» ed io ero l’unico infelice sopravvissuto al mio poco intelligente odio. Dopo un’oretta buona di ripensamenti “maschilisti” ho chiesto scusa a tutti, compreso il portinaio. Ho distribuito del buon caffè e ho visto “risorgere i morti”. Non so se mai i signori della guerra inizierrano un altro conflitto con la Corea del Nord: prego Dio che ciò non avvenga mai. Ma i miei piccoli conflitti giornalieri li voglio tutti spegnere: perché questo è il mio contributo al mondo nuovo che desidero, al mondo di pace che voglio lasciare dopo di me.

Riproduzione riservata ©

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