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Firme > Chiesa cattolica

Un milione di bambini prega per la pace la Madonna del Rosario

di Sara Fornaro

- Fonte: Città Nuova

Dal primo al 7 ottobre si pregherà per la pace a partire dai bambini e dalle loro famiglie in tutte le comunità cristiane del mondo. Papa Leone: «Le preghiere devono sempre accompagnarsi con le opere buone, con i gesti d’amore. E così cresce la pace!»

Il papa partecipa alla preghiera “Il Rosario della pace con i bambini” nei Giardini vaticani, 1 ottobre 2026, foto di Sara Fornaro

«Se un milione di bambini pregherà insieme il Rosario, il mondo cambierà». Questa frase di san padre Pio dà il senso dell’iniziativa di preghiera “il Rosario della pace con i bambini”, che il primo ottobre ha riunito virtualmente oltre 300mila minori di 94 Paesi del mondo.

Un Rosario dal primo al 7 ottobre

Per la prima volta, la manifestazione durerà fino al 7 ottobre, quando ricorrerà la festa della Madonna del Rosario. Nel mezzo, domenica 4 ottobre, ci sarà la supplica alla Madonna del Rosario di Pompei (Napoli), seguita da fedeli di tutto il mondo. Il numero complessivo dei bambini coinvolti sarà di un milione, o anche di più, visto che potranno aderire tutte le comunità cristiane nel mondo.

Il papa partecipa alla preghiera “Il Rosario della pace con i bambini” nei Giardini vaticani, 1 ottobre 2026, foto di Sara Fornaro

Le parole del papa per la pace

Alla preghiera nei giardini vaticani, davanti alla riproduzione della grotta di Lourdes, ha partecipato anche papa Leone XIV. «Ci siamo radunati – ha detto nel suo intervento – per stare insieme alle due persone che ci amano più di chiunque altro. Il Signore Gesù e la sua mamma Maria, che non ci lasciano mai soli e che sono sempre vicino a noi». A loro, il papa e i bambini di diverse scuole cattoliche e parrocchie romane, accorsi in vaticano con insegnanti e genitori, hanno chiesto «un dono speciale: la pace per tutti i bambini del mondo, specialmente per quelli che vivono dove c’è la guerra, in tanti Paesi della terra. Lo facciamo – ha spiegato il pontefice – con la preghiera del Santo Rosario, una preghiera semplice, che tutti possono recitare. Stasera e in questi giorni non siamo soli a pregare. In tutto il mondo, un milione di bambini prega con noi. Un milione! Pensate: cinquanta milioni di “Ave Maria” che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra chiedendo la pace, e che si uniscono come in un’unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti e le nazioni del pianeta». Ai bambini il papa ha anche chiesto di impegnarsi ad essere buoni e a comportarsi bene, perché, ha aggiunto, «le preghiere devono sempre accompagnarsi con le opere buone, con i gesti d’amore. E così cresce la pace!».

Il papa partecipa alla preghiera “Il Rosario della pace con i bambini” nei Giardini vaticani, 1 ottobre 2026, foto di Sara Fornaro

“Un mondo frammentato e in conflitto”

L’iniziativa promossa dall’Aiuto alla Chiesa che soffre, presieduta dal cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, è nata nel 2005 in Venezuela, a Caracas, e da allora viene ripetuta ogni anno per portare «speranza e unità in un mondo sempre più frammentato e in conflitto». Nel 2025 al centro delle preghiere c’erano stati i conflitti in Terra Santa e Ucraina. Quest’anno si è pregato in particolare per la pace in Ucraina, dove continua la guerra scatenata dalla Russia; in Libano e Siria, dove molti bambini hanno dovuto lasciare le loro case; in Pakistan, dove i cristiani sono pochi e spesso discriminati, in Sud Sudan e Sudan, perché tornino unità e pace, in Venezuela e a Cuba, il primo vittima, nei mesi scorsi, di un devastante terremoto, nonché di un cambio di governo deciso dagli USA, il secondo affamato e ridotto allo stremo, anche per le sanzioni estere. Quest’anno l’iniziativa, ha spiegato il cardinale Koch in un apposito messaggio, si ispira al messaggio di Fatima: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà».

Bambini prime vittime dei conflitti

Secondo la tradizione, ogni Ave Maria detta con convinzione rappresenta una rosa bianca consegnata alla Madonna. Ogni Padre nostro è invece una rosa rossa. Un intero Rosario rappresenta una corona di fiori, consegnata per chiedere, con la voce dei più indifesi, la pace.

«Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare». Nel Vangelo di Matteo le parole di Gesù mostrano la sua predilezione per i più piccoli, eppure oggi nel mondo sono proprio i più piccoli quelli che subiscono gli effetti più tragici delle guerre in corso. Nel genocidio di Israele a Gaza, ne sono stati uccisi oltre 20 mila. In quella Striscia di terra c’è anche il numero più alto di minori mutilati dai cecchini e dalle bombe. Per l’Unicef, Gaza è il luogo più pericoloso, oggi, per i bambini.

Papa Leone XIV guida la recita del Santo Rosario con i bambini nei Giardini Vaticani, Città del Vaticano, 1° ottobre 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI

In Ucraina si continuano a cercare i minori portati via dai russi. Sono oltre 20 mila i minori rapiti ufficialmente. Ufficiosamente, secondo il governo ucraino, i numeri sarebbero molto più alti. Grazie alla mediazione della Chiesa e di molte organizzazioni internazionali, alcune migliaia di loro sono tornati alle loro famiglie. In Sud Sudan milioni di bambini sono ridotti alla fame o reclutati come soldati. Ciò avviene anche nella Repubblica Democratica del Congo, dove c’è anche un picco di violenze sessuali sui minori.

In Italia 2.500 adesioni

Nei giorni scorsi, davanti alla vera grotta di Lourdes, parlando ai vescovi della Conferenza episcopale francese, il papa aveva ricordato il «doloroso flagello degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale». Anche per le vittime degli abusi arriva in soccorso la preghiera degli altri bambini del mondo.

Il papa partecipa alla preghiera “Il Rosario della pace con i bambini” nei Giardini vaticani, 1 ottobre 2026, foto di Sara Fornaro

La preghiera del Rosario del primo ottobre ha avuto anche un aspetto educativo. Del resto, come affermato sempre in Francia dal papa, «l’insegnamento cattolico non può, in alcun modo, rinunciare al proprio progetto educativo, un progetto incentrato su Cristo che mira allo sviluppo integrale della persona umana in tutte le sue dimensioni: spirituale, culturale, intellettuale, morale e sociale. Nessuno deve quindi stupirsi delle occasioni offerte, all’interno di ogni istituto cattolico, di incontrare Gesù Cristo e di ascoltare la sua Parola. Tanto meno, nessun alunno deve trovarsi emarginato nella propria classe, semplicemente perché crede in Gesù».

Un discorso valido anche in Italia: nel nostro Paese al Rosario per la pace hanno aderito ufficialmente quasi 2.500 persone. Siamo al 24simo posto dopo Brasile, Polonia e Regno Unito (ai primi tre posti), ma anche dopo India, Lituania, Uganda e Cile… Segno che anche nel nostro Paese, tradizionalmente cattolico, è necessaria una nuova evangelizzazione.

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