Un giorno di storia al Phanar

I muri del Fener (o Phanar in greco), sede del Patriarca ecumenico di Costantinopoli della Chiesa greco-ortodossa, trasudano storia di secoli: tradizioni comuni, ma anche scomuniche e lotte. Gli ultimi decenni hanno visto passare protagonisti indimenticabili sulla via della comunione piena delle Chiese. E domenica 5 luglio la chiesa di San Giorgio è stata testimone di una giornata che ha costruito un altro pezzo di storia: il patriarca Bartolomeo ha celebrato la divina liturgia con il patriarca Kyrill di Mosca.

 

La visita di Kyrill, eletto nel febbraio scorso, ha aperto un capitolo nuovo nel dialogo pan-ortodosso; in particolare, fra i patriarcati di Mosca e di Costantinopoli. Quella di Istanbul è la sua prima visita ufficiale ad una Chiesa sorella dell’ortodossia: una decisione coraggiosa e un segnale chiaro di volontà di dialogo e apertura verso l’unità. I rapporti fra le due Chiese, mai facili, avevano attraversato una fase critica in tempi recenti. Ad aggravare la disputa era stata, nel 1997, la decisione dei fedeli estoni della Chiesa ortodossa di staccarsi dal patriarcato di Mosca per unirsi a quello di Costantinopoli. 

 

Bartolomeo ha espresso ammirazione per la testimonianza di fede, lunga e significativa, della Chiesa di Mosca, capace di sopravvivere a settant’anni di regime comunista ed ora impegnata ad affrontare un ateismo pratico fatto di edonismo ed indifferenza religiosa. Kyrill non è stato meno esplicito. Ha sottolineato la gratitudine del popolo russo verso la sede di Costantinopoli, grande Chiesa di Cristo, capace di gettare quel «seme della salvezza che ha dato frutti ricchi e benedetti», una missione, «eredità comune dell’Ortodossia cristiana».

 

Notevole l’eco sulla stampa locale, in un Paese come la Turchia, dove la presenza cristiana e, soprattutto, greco-ortodossa, è ormai ridotta a poche migliaia di fedeli. Il Today’s Zaman, quotidiano in inglese con orientamento moderatamente musulmano, ha dedicato buona parte della prima pagina a foto e commenti dell’avvenimento. Significativo il titolo: “Leaders ortodossi danno un messaggio di unità a Istanbul”. Una chiara conferma di quanto il mondo attenda davvero cristiani uniti. Proprio Bartolomeo, di fronte alle tante sfide attuali, aveva colto l’occasione per riflettere sulla tragedia della disunità. «Noi cristiani siamo danneggiati da intrighi e divisioni e sembriamo essere indifferenti alla responsabilità che abbiamo verso il nostro pastore, Gesù Cristo, che desidera vedere pace, amore ed unità trionfare fra noi».

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