Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Famiglia

Un gioiello chiamato Pietrarsa

di Oreste Paliotti

- Fonte: Città Nuova

Alla scoperta di uno dei più interessanti musei ferroviari.

pietrarsa

È uno dei maggiori musei ferroviari esistenti al mondo e forse il più suggestivo per collocazione paesaggistica, lambito com’è dalle onde del golfo di Napoli e sopra le colate laviche del 1631 (donde il nome “Pietrarsa”), al confine tra i comuni vesuviani di Portici, San Giovanni a Teduccio e San Giorgio a Cremano.

Esempio splendido di archeologia industriale, riutilizza gli edifici e i capannoni delle officine meccaniche fondate nel 1840 da Ferdinando II di Borbone, qui effigiato in una colossale statua in ghisa.

 

Dopo l’inaugurazione il 3 ottobre l839 della prima ferrovia del nostro paese, la Napoli-Portici, fu questo il primo opificio italiano specializzato nella costruzione, manutenzione e riparazione di materiale ferroviario, attività che continuò con alterne fortune fin quasi ai nostri giorni.

Tale fu l’interesse e l’ammirazione per questo stabilimento, che lo zar Nicola I ordinò di rilevarne la pianta con la sistemazione delle macchine per riprodurlo tale e quale in Russia, nel progettato complesso industriale di Kronstadt.

Con i suoi 36 mila metri quadrati, di cui 14 mila coperti, il museo di Pietrarsa offre una panoramica ampia e rappresentativa dello sviluppo del mezzo ferroviario in Italia lungo l’arco di 150 anni, risultando fra l’altro un polo di sempre maggiore attrazione culturale in una zona depressa del Napoletano.

 

Nei suoi padiglioni, ammirevoli per estetica e funzionalità, fanno mostra di sé 26 locomotive a vapore, 4 elettriche trifase, 4 a corrente continua, 5 diesel, 2 elettromotrici di cui una a terza rotaia, 5 automotrici tecniche, 10 carrozze; nonché macchine utensili delle ex officine di notevole interesse storico-tecnico. E inoltre: modelli, cimeli e oggetti delle navi traghetto per la Sicilia e la Sardegna, arredi di treni e stazioni, modelli artigianali a grande scala di stazioni e mezzi rotabili, plastici statici e in movimento. Il tutto integrato da pannelli fotografici e da punti di informazione audiovisiva.

“Regina” dell’esposizione, manco a dirlo, è la riproduzione perfetta e funzionante della mitica locomotiva Bayard che inaugurò la Napoli-Portici: l’unico pezzo non originale, a differenza di tutti gli altri qui custoditi, ma il più ammirato assieme alla carrozza dell’ex treno reale, poi presidenziale, dal salone sfavillante di ori.

 

Ora che riposano in spazi solenni, che a volte ricordano quelli di una cattedrale, queste possenti macchine, dal momento in cui hanno cessato di essere “utili”, parlano a noi anche con la loro sola bellezza.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876