Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Un film davvero “Biutiful”

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

L’opera di Alejandro Inàrritu, vincitrice a Cannes nel 2010. Un film duro, ma con una forza straordinaria

biutiful

Biutiful è un film “cristiano”, senza parlare di Cristo. Perché Uxbal (Javier Bardem) è un padre malato di cancro, che viaggia con la morte in corpo, ma vuole vivere sino in fondo per le persone che ama.

 

Barcellona è trucida, sporca, avvilente. Il mare sembra lontanissimo, perché lui, Uxbal, dalla moralità bassa e lo sguardo traslucido, non ha tempo di vederlo. Ha troppe cose da fare prima di andarsene.

 

La moglie e madre devastata, Marambra, è come lui, ma priva forse della sua forza disperata. Del suo amore e del suo dolore. Il film ne è pieno. Ma con una dignità, una capacità di sopportazione straordinaria.

 

Biutiful è un’opera sulla paternità bellissima e stringente. Uxbal non vuole lasciare i figli in balìa della sua vita di prima, una vita giocata e perduta. Li difende, li ama, come ama anche i deboli, ma sa essere durissimo anche: con certi immigrati, con i corrotti, anche con i morti. Bardem non esagera mai, ma cresce con una maschera facciale e gestuale di pietas infinita. Quella che manca intorno a sé. Alejandro Inàrritu firma una regia libera da ogni barocchismo o sentimentalismo, quadro dopo quadro, piena di misura. Dolorosa, eppure redentiva. Giusta vittoria a Cannes 2010.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876