Un dono anche per loro

«Da quando ho lasciato la casa per entrare in una comunità religiosa, mio padre non mi vuole più parlare. Mamma soffre tanto ma si adegua e anche lei non viene a trovarmi. Sono sicura della mia scelta ma mi sento in colpa: sono io che ho scelto, non loro, e non è giusto che soffrano». Maria
Suora clausura

I tuoi genitori ti hanno donato la vita e ti hanno accompagnata nella crescita, sognando per te il cammino che a loro pareva il migliore. Per questo soffrono vedendo che ti avvii per una strada diversa, che non riescono a comprendere. Ma – è legge di vita – soffrirebbero per il distacco anche se condividessero la tua scelta. Chi si sente, come te, chiamato a donarsi a Dio, dà un senso al dolore del proprio andare, mentre i genitori sembrano colpiti da una sofferenza senza spiegazione. E questo può generare un senso di colpa nel lasciarli. Se però sei certa della strada, sicuramente hai sperimentato l’infinito amore di Dio e nel profondo sai che sarà lui a colmare i genitori di luce e di pace, fino a far loro vivere questo come un dono.

Ma Dio rispetta i tempi e la libertà di ciascuno. I tuoi, quindi, potranno capire o non capire e comunque potranno metterci tanto tempo. Non aspettarti, allora, di essere pienamente compresa; ma sii grata di ogni eventuale riavvicinamento e continua a manifestare loro il tuo amore senza cercare di convincerli. Sarà la serenità che vedranno in te a dare loro, che vogliono il tuo bene, la certezza che la scelta è giusta.

francesco@loppiano.it

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