Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Chiesa cattolica

Un coro di risposte

di Città Nuova Italia

- Fonte: Città Nuova

Sono numerose le reazioni a questa notizia da parte di alcuni movimenti ecclesiali, media e lettori.

A seguito della sentenza della Corte di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule, da più parti ci sono state delle prese di posizione. Riportiamo i commenti di associazioni e movimenti ecclesiali pubblicati da Avvenire.

 

AZIONE CATTOLICA

Visione ideologica

L’Azione Cattolica italiana esprime stupore e amarezza per la sentenza della Corte Europea di Strasburgo, da cui emerge una chiara visione parziale e ideologica a fondamento di una condanna che ignora o trascura il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. L’Azione Cattolica ricorda che il crocifisso è sempre stato un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l’umanità.

 

RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO

Una vuota deriva

«Quanta stolta miopia sorregge questa vuota e improduttiva deriva post ideologica, che va accomunando legislatori, intellettuali, politici e gente comune!». Lo ha dichiarato Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo. «Nessuno potrà mai togliere dalle pareti delle menti e dei cuori la croce di Cristo, perché nessuna civiltà potrà mai vantare un’offerta d’amore tanto grande e una storia di prossimità umana così capace di difendere e promuovere la vita».

 

FOCOLARI

Aumentare i simboli

Commentando la sentenza della Corte europea di Strasburgo, Michele Zanzucchi,di Città Nuova, scrive che «a furia di cancellare i simboli di una cultura, si finirebbe col cancellare anche la cultura che li ha prodotti. E questo è un male, un attentato alla vita civile di un luogo e di un popolo. Non bisogna togliere i simboli, culturali o religiosi che siano – propone – ma semmai aumentarli!».

 

COMPAGNIA DELLE OPERE

Laicismo estremista

«Con questa sentenza si tenta di imporre una interreligiosità ed un laicismo estremista che non appartengono alla storia dei Paesi europei». È quanto afferma Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere (Cdo). Al contrario, «la croce è sempre stata simbolo di una concezione dell’uomo e di una storia che hanno portato l’Europa stessa al riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona e della positività ultima della sua vita».

 

Anche le agenzie di stampa  Zenit  e Fidest hanno ripreso il commento pubblicato da Città Nuova.

 

 

TESTIMONIANZE

 

Rosaria, una nostra lettrice, ci ha inviato una sua esperienza in proposito:

 

"Sono insegnante in una scuola elementare. Alcuni anni fa mi trovavo a lavorare con un giovane collega, al primo anno di insegnamento. Prima che iniziassero le lezioni, ci siamo trovati a sistemare l’aula per renderla più accogliente. Ad un certo punto ho visto che lui ha preso il crocifisso che era da spolverare e l’ha messo dentro l’armadio, dicendo che lui si dichiarava agnostico. L’ho ascoltato con calma e poi gli ho spiegato che ero credente, e che nel rispetto reciproco ritenevo importante avere appeso alla parete quel simbolo caro forse anche a tanti bambini. Mi sono impegnata tuttavia ad essere, come diceva lui, un’insegnante "laica", e a volergli bene concretamente nei mesi successivi. A fine anno lui è stato trasferito, ma dopo qualche mese si è rifatto vivo per dirmi che aveva ritrovato la fede, e che io ero stata per questo determinante.

Da quattro anni ho in classe sette bambini di religione islamica o induista, e il crocifisso continua ad essere appeso alla parete: i genitori di questi alunni non hanno mai mostrato di sentirsi offesi o in disaccordo. Addirittura sono contenti dell’allestimento del presepe, dato che per loro Gesù è un profeta. Io e la mia collega invitiamo i bambini, in occasione delle loro ricorrenze religiose, a spiegarne il significato ai compagni e raccontare come le festeggiano. Sono convinta che rimanendo coerenti alla propria fede ci si possa conoscere e rispettare sempre di più".

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876