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Cultura > Arte e Spettacolo

Un comunicatore in Vaticano

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Monsignor Dario Edoardo Viganò è stato nominato dal papa Prefetto della segretaria per la Comunicazione Si occuperà di coordinare e integrare tutti i media della Santa Sede

Dario Viganò

Una nomina meritata per quel che ha saputo fare nel campo delle comunicazioni. Tutti ricorderete la storica partenza di papa Benedetto XVI che lasciava la Città del Vaticano per ritirarsi, dopo le sue dimissioni, a Castel Gandolfo. A parte l’unicità del momento, colpirono le riprese dall’elicottero ad opera del CTV diretto da monsignor Dario Viganò. Da alcuni commentatori fu definito un evento cinematografico: immagini spettacolari che seguivano ciò che accadeva momento per momento. Immagini che parlavano da sole. Immagini pensate nel sostrato di quella cultura filmica che distingue Dario Viganò, critico cinematografico e autore di numerose pubblicazioni. Il papa tramite la forma del Motu Proprio "L'attuale contesto comunicativo", del 27 giugno 2015, ha creato la segreteria per la Comunicazione del Vaticano e ha nominato proprio monsignor Dario Edoardo Viganò Prefetto della medesima segreteria, già direttore del Centro televisivo Vaticano. È un ruolo delicato perché dovrà gestire e coordinare l’integrazione di tutti i media e delle realtà comunicative della Santa Sede: Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Sala stampa della Santa Sede, Servizio internet Vaticano, Radio Vaticana, Centro televisivo Vaticano, "L'Osservatore Romano", Tipografia Vaticana, Servizio fotografico, Libreria editrice Vaticana.

Certamente monsignor Vigano è persona di grande cultura e capacità comunicativa. Ha collaborato anche a programmi televisivi e radiofonici e si è sempre distinto per l’eloquio e la competenza. Nei suoi anni da presidente dell’Ente dello spettacolo lo ha saputo valorizzare, rendendolo nazionale, migliorando l’omonima rivista e inventandosi il premio Bresson al Festival internazionale del cinema di Venezia. Premio dato a registi di tutto il mondo, anche non cattolici, che, però si distinguono per i loro valori e impegno sociale. Anni prima era stato anche il protagonista e l’iniziatore del festival Tertio Millennium che ha fatto conoscere e valorizzare tanti giovani registi. In tutti questi anni ha saputo tenere un basso profilo e si è distinto per efficienza e genialità.

Ha anche partecipato a vari incontri di NetOne, una rete di professionisti della comunicazioni promossa dai Focolari. In un suo intervento disse: «Per la mia esperienza credo che NetOne stia mantenendo i propositi iniziali, propositi che nacquero nelle prime riunioni di un gruppetto che ha compreso davvero come la comunicazione è il luogo dove ciascuno vive l'essere responsabile nei confronti dell'altro, e dunque è il luogo di piena umanizzazione, il luogo di realizzazione della persona umana proprio per questo motivo. Credo che in questo mondo nella comunicazione non si possano vivere mai certezze, si devono solo gestire dei rischi, rischi che ciascuno di noi impara a gestire essendo uomo del dialogo, cioè uomo innamorato della propria identità, ma rispettoso dell'identità dell'altro, che crede che nel dialogo».

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