Un colpo d’ala

Non abbiamo grossi problemi come famiglia, però alle volte la nostra vita ci appare una routine. Avremmo bisogno di un colpo d’ala… Perché davanti ai piccoli-grandi dolori d’ogni giorno si perde la pace…. Avolte, anche le migliori famiglie passano periodi di difficoltà, nei quali la loro vita insieme appare senza senso. Se amiamo Dio, la nostra esistenza, con tutte le sue circostanze, è una divina avventura nella quale non c’è un attimo in cui non ci si debba stupire per qualcosa di nuovo; una divina avventura piena di tesori da scoprire, di cui arricchirci momento per momento. Perché nulla – lo dobbiamo credere – avviene a caso. Nessun avvenimento gioioso, indifferente o doloroso, nessun incontro, nessuna situazione di famiglia, di lavoro, di scuola, nessuna condizione di salute fisica o morale è senza senso. Ma ogni cosa – avvenimenti, situazioni, persone – è portatrice d’un messaggio da parte di Dio, che dobbiamo saper leggere e accogliere con tutto il cuore. Dice la Scrittura: Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio. Il fatto è che egli ci ama di amore personale ed ha un suo disegno d’amore su ognuno di noi. Se crediamo a questo amore e vi corrispondiamo col nostro (ecco la condizione!), egli porta ogni cosa al compimento di quel suo disegno. Se guardiamo con occhio umano la sofferenza, siamo tentati di cercarne la causa o in noi, o fuori di noi, nella cattiveria degli altri ad esempio, o nella natura, o in altro: quella situazione è colpa di tizio; quella malattia è colpa mia; quella prova dolorosa risale a caio… Tutto ciò può essere anche vero.Ma così pensando, dimentichiamo il più. Ci scordiamo che dietro la trama della nostra vita sta Dio con il suo amore, che tutto vuole o permette per un motivo superiore, che è il nostro bene. Per questo i santi prendono ogni avvenimento doloroso che li colpisce, direttamente dalla mano di Dio. Per loro il dolore è voce di Dio e null’altro. Gesù stesso è la spiegazione del loro patire: Gesù crocifisso. Per questo non lo maledicono, ma lo sopportano, lo accettano, lo abbracciano. Apriamo il Vangelo: Gesù, dopo averci invitati a prendere la nostra croce per seguirlo, non afferma forse: …perché chi avrà perduto la sua vita (e questo è il colmo del patire) la troverà? Il dolore è quindi speranza di salvezza. Allora come si può essere sereni anche quando la situazione appare disastrosa? Basta superarla, vedendovi un volto di Gesù abbandonato, una presenza misteriosa del divino che ci appare solo dolore. Se risolviamo noi stessi, piano piano risolveremo anche gli altri. Ma se ci lasciamo bloccare… Niente può esser tanto tragico da separarci dall’amore, da toglierci la carità. Se qualcosa ci toglie la carità, ci toglie Dio.

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