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Persona e famiglia > Famiglia

Un atto d’amore può salvare una vita

di Oreste Paliotti

- Fonte: Città Nuova


Riposare qualche ora in vista del turno di lavoro notturno o stare con quell'amico a cui è morta la mamma che ha tanto bisogno di compagnia? Quando si sceglie di aiutare l'altro, le sorprese possono essere davvero molto grandi

Incidente d’auto

«Dopo il mio turno di notte in ospedale, mi sono recato in macchina al funerale della mamma di un amico, in una città lontana. Terminata la cerimonia, stavo per ripartire quando l'amico mi ha chiesto di accompagnarlo a casa sua e di intrattenermi ancora con lui. Lo avrei fatto molto volentieri, ma dovendo rientrare in ospedale per il servizio notturno, sentivo l'esigenza di riposare a casa almeno alcune ore. Ma pensando che quella era un'occasione concreta per vivere il comandamento di Gesù, ho accettato.

Mentre io e l'amico viaggiavamo su un cavalcavia ferroviario, un camion militare proveniente dalla parte opposta ha cominciato a slittare e, dopo aver sbattuto contro l'auto che ci precedeva, ha rotto le barriere del cavalcavia volando dall'altezza di circa otto metri verso le rotaie dei treni. È stato un attimo drammatico, in cui assieme all'amico abbiamo affidato a Dio gli occupanti del camion.

Usciti di corsa dalla macchina, ci siamo imbattuti prima nei passeggeri, insanguinati, dell'auto coinvolta nell'incidente. Erano marito e moglie con un piccolo di quattro anni. Mentre i genitori avevano riportato solo delle ferite superficiali, il piccolo, rimasto incastrato fra i sedili, aveva un arresto cardiaco. Come anestesista ho spesso a che fare con situazioni simili. Così, dopo aver disteso il bambino sul marciapiede, gli ho fatto immediatamente il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Dopo alcuni minuti il cuore ha ricominciato a battere, i polmoni a respirare e lui ha ripreso conoscenza.

L'ambulanza è arrivata mezz'ora dopo. Se non ci fossimo trovati sul posto quel bambino sarebbe morto: la sua vita dipendeva da quell'atto d'amore! Mentre l'amico andava a telefonare alla stazione per bloccare il traffico dei treni e chiamare un'ambulanza, ho raggiunto il camion, che giaceva ruote all'aria. Con grande meraviglia sono usciti dal veicolo tre soldati, rimasti quasi illesi».

R. S. – Polonia

Riproduzione riservata ©

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