Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Cinema

Un altro eroe per Clint Eastwood

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

La vera storia di Richard Jewell, una guardia giurata che sventa un attentato ad Atlanta nel 1996 e viene accusato ingiustamente: potenza dei media e della mentalità del sospetto.

A 89 anni Eastwood continua a lavorare e a stupire per la coerenza del suo percorso. Dopo The Mule-il Corriere dove interpretava un anziano che spacciava droghe, ora è la volta di un uomo semplice, uno di quei tipi sovrappeso americani che a prima vista appaiono complessati, insignificanti, ancora immaturi, attaccati alla madre con cui vivono. Richard Jewell – che dà il titolo al film  – è uno di questi. È un membro della sicurezza che prende alla lettera i suoi doveri e perciò passa dei guai per la propria incolpevole rigidità. Ma quando scopre la bomba dell’attentato del 27 luglio 1996 alle Olimpiadi estive ad Atlanta salva numerose persone e diventa un eroe. Inseguito dai media, è stordito, goffo. Solo che l’eroe acclamato, pochi giorni dopo diventa il grande sospettato.

Polizia, FBI e media cercano il colpevole e pensano a lui. I media poi – in particolare la giornalista  Kathy Scruggs, un tipo pronto a tutto pur di carpire informazioni segrete – gonfiano in modo smisurato la situazione, creando nell’uomo per 88 giorni e nella dolce sua madre – gente umile e assediata da polizia e giornalisti – un dolore immenso per una autentica caccia al colpevole. Richard riuscirà – è storia vera – ad uscirne grazie ad un avvocato scaltro, ma la sua tragedia interiore la vivrà sino in fondo.

Eastwood mette in scena una tipica tragedia americana e di sempre: creare dei miti e poi distruggerli, fare degli eroi e poi infangarli. La potenza dei media che creano  l’opinione pubblica fa oscillare la gente dall’esaltazione alla persecuzione, alza idoli e li abbassa, specie le persone semplici e pulite come Richard. Un fenomeno quanto mai vivo. Del popolo c’è poco da fidarsi, vittima com’è dei media, pare dire il regista.

Il colpo basso Eastwood infatti  lo dà alla tracotanza dell’FBI che deve cercare un colpevole in fretta per salvare la faccia davanti al mondo e lo trova subito in quest’uomo che certo ha dei problemi, è di fatto “un perdente”: ma non  un assassino, anzi. Clint ama – si ricordi Gran Torino – le persone indifese ed è spinto a creare intorno a loro una difesa, nel caso l’avvocato,  per “salvarle” dal male.

Lo stile del film al solito è rigoroso, asciutto, senza concessioni alla retorica dell’eroe o del perseguitato, interpretato da un credibile Paul Walter Hauser.  Racconta l’umanità così come è, ossia, in questo e in altri casi, un dramma vero da gettare in faccia al pubblico per farlo se non pensare, almeno svegliare. È questa umanità di anziani, o di semplici, o di vittime che Eastwood ama, tanto più che Richard è morto a 44 anni di cuore, poco dopo esser stato riconosciuto innocente. Ma non tutti gli hanno creduto, come afferma un funzionario dell’FBI, anche se il vero colpevole è stato poi trovato. Potenza dei media e della mentalità del sospetto.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876