Ue senza Gran Bretagna, che almeno sia un fallimento fecondo

Dopo la Brexit, tutti i processi di integrazione sembrano a rischio. Ma i fallimenti vanno messi in conto e da essi bisogna imparare. Adesso, è il momento di rimboccarsi le maniche e di ricominciare

"Ieri mattina ci siamo svegliati con la notizia che il Regno Unito ha deciso per la Brexit. È indubbiamente un fallimento dei processi di unità tra i popoli. L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea ha conseguenze mondiali, non è solo un fatto europeo: ad esempio, quali conseguenze porterà per Mercour, Asean, Unione Africana? Da oggi tutti i processi di integrazione sono ad alto rischio. 

Ma i fallimenti si devono mettere in conto e da essi si deve imparare. Per noi della "Politica per l’unità", di Comunione e Diritto, di una Economia di comunione, deve essere un fallimento "fecondo". Un momento cioè da cui prendiamo coscienza che il nostro contributo deve crescere, che la ‘chiave’ della "unità & diversità", che caratterizza il nostro carisma, può contribuire a darci un nuovo coraggio davanti alla sfida di elaborare e offrire una nuova idea di Europa e della famiglia umana, a dare caratteristiche più adeguate ai processi di collaborazione fra i popoli e i Paesi, a ri-inventare la pace.

Sentiamo di dirlo per accogliere questo fallimento politico con visione profonda e strategica allo stesso tempo, come una forte spinta a lavorare in modo più intenso, e più interdisciplinare. Rimbocchiamoci le maniche, insieme".

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