Tutti contenti

IV Fiction Fest a Roma: una valanga di premi. Molta gente, qualità variabile.
Andy Garcia
36 mila presenze e 1500 ospiti non sono pochi. E nemmeno 250 appuntamenti. In cui districarsi non era facile, anche per qualche falla organizzativa, dato che l’ingresso era gratuito. Comunque, la maratona della fiction, realizzata dalla Fondazione Rossellini e diretta da Steve Della Casa, è arrivata al traguardo. Gente, tanta. Studenti soprattutto, mamme e nonne  in estasi davanti alle star nostrane (da Gabriel Garko a Virna Lisi, da Raoul Bova a Manuela Arcuri). E a quelle straniere: Andy Garcia e Jim Caviezel, l’ex Gesù di Gibson, ora nell’anteprima americana di The Prisonner, ancora un martire, meno osannato di Nino Frassica…

 

Quanto a ciò che si è visto o si vedrà, ce n’era per tutti i gusti: poliziesco, familiare, avventuroso, bellico, sentimentale, “impegnato”… Il Made in Italy ha funzionato, come si è visto alle premiazioni. Fabrizio Gifuni, attore impegnato, ha vinto interpretando il Franco Basaglia di C’era una volta la città dei matti, di mamma Rai; premiato pure il sant’Agostino di Alessandro Preziosi (insomma…), poi Il mostro di Firenze, bel thriller diretto da un rodato Antonello Grimaldi, oltre alla veterana di fiction Virna Lisi per Caterina e le sue figlie 3. Senza dimenticare il tripudio per Tutti pazzi per amore con Piera Degli Esposti, sempre presente al cinema e in fiction, e Alessio Boni che si diverte a fare lo scienziato bergamasco fuori testa.

Ovvio, premi anche all’estero. Tra gli altri, al dramma estone Klass Elu sul tema del bullismo e all’attrice Claire Danes, scienziata autistica nel prodotto usa Temple Grandin.

 

Alla fine, così, tutti soddisfatti. Certo, i confini tra cinema e fiction si sono più ristretti se un regista autoriale come Giacomo Campiotti gira (assai bene, peraltro) Il sorteggio, sui fatti italiani degli “anni di piombo”, con Beppe Fiorello (onnipresente) protagonista.

Ma sarà un bene per il cinema? In tempi di calo di qualità e di commistione di generi, qualche dubbio rimane. La fiction però piace, crea nuovi eroi. A tanti sta bene così.

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