Torna l’autostop

Condividere un viaggio: domanda e offerta ai tempi di Internet tra crisi economica e risveglio ecologico.
Autostop "vecchia maniera"

Viaggiare agitando il pollice. È stata l’icona di intere generazioni che dell’autostop qualche decennio fa avevano fatto il loro modo di girare il mondo. Pochi soldi, pochi mezzi, tanta voglia di conoscere, spirito d’avventura e via, lungo le strade di Paesi da esplorare. Un tipo di viaggiatore che sembrava essersi estinto, vuoi per il boom economico che ha preceduto l’attuale crisi, vuoi perché il low cost e il last minute avevano invaso il mercato; vuoi anche perché ci si fida sempre meno da una parte a chiederlo un passaggio, dall’altra a darlo.
Oggi però pochi soldi e pochi mezzi è quello che sperimentiamo in tanti; viviamo in un mondo globale dove non ci basta conoscere la propria città e il proprio Paese; la Rete ci mette in contatto con “amici” virtuali che abitano lontano da casa nostra; il lavoro, ammesso che lo troviamo, spesso non è dietro l’angolo; la benzina sale e i costi dei mezzi di trasporto pure.
Tanti motivi per riprendere la pratica dell’autostop, anche se si tratta di quello millesimo 2012, quindi dimentichiamo il pollice in movimento verso destra e pensiamo ad una tastiera. Sì, perché i passaggi oggi si chiedono, ma si chiedono su Internet, su carpooling.it o su postoinauto.it che sia. Un trend in crescita e che, pur dettato da necessità, sta già mostrando i suoi risvolti positivi a vari livelli: economico – si risparmia molto –; ecologico – si inquina meno –; sociale – si condivide di più –.
Solo nell’ultimo mese i posti condivisi su postoinauto.it sono stati 16 mila, pari a 28 treni Frecciarossa pieni fino all’ultimo posto. La tratta più richiesta è la Milano-Roma seguita da Roma-Bologna, Roma-Firenze, Firenze-Milano; molto richieste anche Torino-Roma, Roma-Lecce, Milano-Bari e Milano-Napoli.
Le aree metropolitane che registrano più passaggi condivisi, quasi tremila, sono Roma e Milano, seguite da Bologna, Modena, Verona e Pavia.
Qualche curiosità: chi condivide l’auto ama le lingue straniere: l’84 per cento parla inglese e il 34 per cento il francese, ma c’è anche chi parla russo, svedese, giapponese. I più propensi a farlo sono i giovani con il 26 per cento degli utenti compreso nella fascia 25-34 anni. E quelli che preferiscono viaggiare in compagnia per lo più guidano Volkswagen, Volvo, Opel, Toyota, Mercedes; un po’ meno inclini risultano i proprietari di Fiat, Peugeot e Nissan. Buon viaggio insieme!

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