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In profondità > Germania

Torna l’antisemitismo

di Clemens Behr

- Fonte: Città Nuova

A Berlino e in altre città tedesche è allarme: crescono le aggressioni, non solo verbali, contro gli ebrei. Il fenomeno, tuttavia, non è limitato alla Germania: a Roma, ad esempio, l’altra notte su una pietra d’inciampo è stata applicata la scritta adesiva in tedesco: “L’assassino torna sempre sul luogo del delitto”. In Germania, alcune autorità consigliano di non farsi vedere in pubblico con simboli religiosi come la kippah. I problemi nascono dall’immigrazione musulmana o dalla crescita dell’estrema destra? I pareri si dividono

Cresce l’antisemitismo in Germania: una notizia che suscita domande e incute paura entro e oltre i confini del Paese. È stato l’incaricato del governo per la lotta all’antisemitismo, Felix Klein, che con un suo avvertimento pubblico ha attirato l’attenzione sul problema e ha avviato il dibattito.

Proprio questa, ha spiegato, sarebbe stata la sua intenzione quando, pochi giorni fa, aveva sconsigliato agli ebrei di portare la kippah, il copricapo usato dai maschi ebrei. Come reazione alla discussione scoppiata in seguito alle sue parole, anche Josef Schuster, presidente del Comitato centrale degli ebrei in Germania, ha affermato che anche lui sta consigliando ormai da anni a bambini e giovani ebrei di mettere qualche berretta sopra la kippah, almeno in alcune delle grande città. Klein è di nuovo tornato sull’argomento, con un’ulteriore proposta: chiede in effetti a tutti i cittadini della Germania, e in particolare di Berlino, di indossare il prossimo sabato le kippah come segno di solidarietà con gli ebrei, perché si teme che durante la giornata al-Quds degli iraniani, a Berlino ci sia una campagna diffamatoria contro Israele e gli ebrei.

Di tanto in tanto, inoltre, in Germania ci spaventiamo per le notizie di bullismo che si verificano nelle scuole contro alunni ebrei, o per gli attacchi contro cittadini giudei nelle strade. Le statistiche parlano di 1.799 reati antisemitici registrati nel Paese nel 2018, inclusi comportamenti solamente verbali, di cui 69 atti di violenza – questi ultimi sono quasi raddoppiati rispetto al 2017. Nel 2017 erano stati contati 1.504 reati antisemiti, nel 2011 erano stati invece 1.239. I numeri tuttavia variano. Anche nel 2006, ad esempio, erano stati molti, 1.809, più che nel 2018.

Già un sondaggio del 2017 dimostrava che gli ebrei sono preoccupati: l‘80% del campione esprime l’impressione che negli ultimi cinque anni l’antisemitismo sia aumentato. Il 58% evita certi quartieri o luoghi dove non si sente sicuro. Il 70% ha evitato nei 12 mesi precedenti di portare simboli ebraici in pubblico. Il 70% pensa che l’antisemitismo sarebbe in aumento perché tanti rifugiati, spesso musulmani, avrebbero atteggiamenti antisemiti. L‘84% crede che l’antisemitismo sarebbe comunque un problema in Germania anche senza l’arrivo dei rifugiati musulmani. Infine, il 75% sostiene di sentirsi insicuro a causa delle forze crescenti dell‘estrema destra.

In effetti negli ultimi anni è tornato a galla un antisemitismo che tanti credevano superato. Questo in Germania, ma anche in tanti altri Paesi europei. Non si tratta solo e tanto di una questione di ordine pubblico tedesco o europeo, ma di civiltà, visto che crescono intolleranze di vario genere, dal bullismo al rifiuto dei rom, dall’islamofobia addirittura alla cristianofobia.

 

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