Tiziano Terzani, pellegrino della vita

Una mostra fotografica e un film a sette anni dalla scomparsa.
Tiziano Terzani
«Una strada c’è nella vita. La cosa buffa è accorgersene solo quando è finita. Ti volti e vedi il filo».

Così Terzani vedeva il suo cammino, quando ormai volgeva al termine. Ora, una mostra, l’uscita di un libro e di un film, La fine è il mio inizio, sembrano voler riportare alla luce quelle briciole di verità che forse il giornalista aveva colto.

Nato a Firenze, si laurea in legge; dipendente dell’Olivetti, va a studiare la Cina negli Usa – «sono stato mille cose: alcune vere, alcune potenziali» –, e poi la vocazione: reporter in Asia. «Il giornalismo è un modo di vivere, viaggiare per il mondo cercando la verità, pur sapendo che non c’è».

 

Accanto, la moglie Angela: «La certezza attorno a cui tutto girava: io ero l’elefante che si fa legare al palo con un filo di seta», e i figli, Folco e Saskia. Di fronte, i grandi eventi asiatici: guerra in Vietnam, riapertura cinese, crollo sovietico.

«Cercavo un’alternativa all’Occidente. Non potevo non essere affascinato da Stati che cercavano criteri diversi da denaro, profitto e capitalismo».

 

A sessant’anni, il cancro. Terzani cerca per il mondo un rimedio, poi la scoperta: «Cercavo una guarigione, non una cura, e la guarigione è ricostituire l’equilibrio. Il fine della mia vita era ristabilire un’armonia».

Da qui un bisogno di spiritualità che lo porta sull’Himalaya, a meditare, nelle ore di veglia silenziosa, ad immergersi nella natura, ammirandone ritmi e creature. «Questa idea di dicotomia è sbagliata. L’universo è armonia degli opposti: bianco e nero si abbracciano, non c’è bene senza male, piacere senza sofferenza. Non accettiamo che la nostra vita abbia in sé la sofferenza».

 

Poi l’11 settembre e Terzani si schiera: «L’11 settembre era una buona occasione per riflettere sul fatto che non si può continuare ad usare la violenza per risolvere i conflitti».

Ma il capolinea stava arrivando. Un pensiero sul futuro: «Mi incuriosisce la morte, mi dispiace di non poterne scrivere». Un messaggio a chi quel cammino ancora lo deve affrontare: «Dinanzi a un bivio con una strada che va in basso ed una che va in alto, prendi quella che sale, ti troverai sempre meglio».

Tiziano Terzani. Clic! 30 anni di Asia (catalogo Fandango libri).

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