The village

Stati Uniti, 1897. In un villaggio circondato dai boschi la vita delle poche decine di persone che lo abitano trascorre in pace e serenità, nel più completo isolamento dal resto del mondo. I boschi che circondano il villaggio, infatti, sono popolati da esseri mostruosi, le creature innominabili, con cui è stato stretto un tacito accordo: se gli uomini non entrano nel bosco, esse non violeranno i confini del villaggio. Ma il giovane e inquieto Lucius, all’insaputa di tutti, varca quei limiti, provocando la reazione delle misteriose creature. Dopo fantasmi, supereroi e alieni, Shyalaman mette in scena con The village la sua personalissima rivisitazione dell’horror gotico. Lo fa alla sua maniera, con straordinaria abilità narrativa, grande senso dell’inquadratura, un cast indovinato e diretto magistralmente e una storia che ripercorre sempre lo stesso schema: un crescendo di tensione fino al colpo di scena finale. Questa volta, però, si avverte qualcosa di nuovo. Se i suoi precedenti film erano essenzialmente geniali riletture dei classici del genere, The village non può essere considerato tanto un film di paura, ma sulla paura, nei suoi molteplici aspetti e situazioni: timore dell’altro da sé, rifiuto della conoscenza, bisogno di sicurezza. Perché, si capisce presto, la città al di là del bosco, così lontana e così vicina allo stesso tempo, spaventa forse più delle misteriose creature che costringono questo pugno di famiglie alla segregazione. La metafora di Shyalaman può essere facilmente riferita all’attuale situazione di isolamento internazionale degli Stati Uniti, tanto che qualcuno considera The village il miglior film sull’America post 11 settembre. Un giudizio che non appare troppo azzardato, anche se per cogliere pienamente l’essenza del film bisognerebbe svelarne il colpo di scena finale (ma, ovviamente, ci guarderemo bene dal farlo). Ad ogni modo The village conferma il grande talento di Shyamalan, grande narratore e raffinato regista che questa volta riesce mirabilmente a restituirci attraverso un horror ambientato alla fine del secolo scorso, le angosce e le i n q u i e t u d i n i dell’occidente di oggi. Cristiano Casagni Regia di M. Night Shyamalan; con Joaquin Phoenix, Bryce Howard, William Hurt, Adrien Brody

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