The sentinel

Un complotto per uccidere il presidente degli Stati Uniti, una talpa che si annida nei servizi se- greti, un integerrimo agente incastrato a dovere: The sentinel non si fa mancare neanche uno dei tipici ingredienti di un genere già ampiamente frequentato sia dal grande che dal piccolo schermo. È comprensibile, quindi, che la sensazione dominante sia il déjà vu, rafforzata da un cast composto da veterani quasi inossidabili che sembrano destinati a recitare sempre la stessa parte nello stesso film. Film che dà il meglio di sé nella prima parte, quando ci si concentra sul dietro le quinte della security della Casa Bianca, frammentando le scene a ritmo serrato e stemperando i rari dialoghi in un sottofondo sonoro che a tratti riesce davvero a calarci nel tran tran un po’ grottesco delle guardie del corpo presidenziali. Ma quando il buon Clark Johnson inizia a tirare i fili della storia e i protagonisti a emergere dallo sfondo, il film mostra tutti i suoi limiti: stile discontinuo, incongruenze, confusione narrativa, prevedibilità, personaggi bidimensionali, recitazione asfittica. The sentinel sembra costruito come un telefilm (solo che dura il doppio), e utilizza un format talmente abusato che a metà film si sa già che ci sarà un colpo di scena e non si fa troppa fatica a capire chi sarà il colpevole. Regia di Clark Johnson; con Martin Donovan,Michael Douglas, Eva Longoria, Kiefer Sutherland, Kim Basinger.

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