The Northman, il gusto dell’avventura

In uscita due filmoni avventurosi, dai Vichinghi alle città perdute. Per chi si vuole rilassare
Northman
Alexander Skarsgard alla prima inglese del film 'The Northman' (Photo by Joel C Ryan/Invision/AP)

E così ritorniamo a Shakespeare e all’Amleto. Amleth infatti è il figlio del re islandese ucciso dal fratello con la complicità della madre. Fuggito e cresciuto nelle steppe russe, diventato un guerriero muscoloso e selvaggio, ritorna in patria da schiavo, ma deciso alla vendetta. Fra le solitarie lande islandesi con tanto di vulcano in eruzione, ritrova lo zio e la madre trasformati in una sorta di re-pastori con altri due figli. Il giovane dovrà vedersela con magie, lotte, fughe e inganni, sotto lo sguardo del Valhalla e di Odino. Insomma, dopo i Greci e i Romani, Hollywood ripesca il mito nibelungico e sulla scorta delle fiction vichinghe di successo, miscela il tutto. Siamo in “The Northman, L’uomo del Nord”, il vichingo interpretato dal forzuto Alexander Skarsgard, dalla nivea, cattivissima Nicole Kidman e dal buon re ucciso Ethan Hawke. Un gran cast diretto dal trentottenne regista americano Robert Eggers che fa sfoggio di sequenze naturalistiche bellissime, di azioni fin troppo cruente, e di un finale a sorpresa. Si direbbe un “Trono di spade” in versione super-ridotta, con ambizioni letterarie (i dialoghi), in uscita il 21 aprile dopo 5 anni di lavoro.

L’impianto visivo è fascinoso, la storia un po’risaputa, l’interpretazione onesta come la durata, trattandosi di un filmone che ambirebbe anche a diventare un epico viaggio di formazione di un giovane principe in mezzo alle sventure della vita. Alcune scene visivamente sono suggestive, come il duello tra i vapori di una eruzione vulcanica e poi il finale imprevedibile. Insomma, l’adattamento di un racconto in latino del XIII secolo, da cui attinse il Bardo per il suo Amleto, funziona, alla maniera del “Troy” omerico hollywoodiano. Grandiosamente semplice.

Leggerezza e ironia attraversano “The Lost City”, ovvero l’ennesima Città perduta, spettacolo irriverente e avventuroso diretto dai fratelli Aaron e Adam Nee. La storia è quella della scrittrice di romanzi rosa d’avventura, Loretta (la pimpante Sandra Bullock) che vive da sola con le sue fantasie, ma è anche una ex archeologa. La sua editrice la obbliga a un tour promozionale dell’ultimo libro, in compagnia del modello insopportabile e statuario Alan (Channing Tatum che ironizza sul suo fisico). Ma un perfido miliardario (Daniel Radcliffe, ex maghetto Harry Potter, che fa il cattivo) la rapisce per trovare la città d’oro in un’isola sperduta nell’Atlantico. Alan la insegue insieme ad un investigatore, cioè Brad Pitt che si prende in giro benissimo. Troveranno la città, faranno fuori il cattivo, vivranno poi felici e contenti? Chi vedrà il film, lo capirà.

Certo, la commedia avventurosa è divertente, gli scenari naturali fascinosi, gli attori scaltri e perfetti, il ritmo tiene. Niente di eccelso, ovviamente. Siamo in una storia già vista, il divertimento è però assicurato, soprattutto dalle quattro star che ridono su di sé con leggerezza. Non è poco e non è male, di questi tempi. Esce il 21 aprile.

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