Testimone del carisma

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Pasquale Foresi è il focolarino che Chiara ha voluto vicino a sé per incarnare nell’opera che stava fondando alcune fra le intuizioni più caratterizzanti del disegno di Dio su di essa. È stato il primo focolarino sacerdote. Ha aiutato intensamente Chiara nell’inserimento del movimento nella Chiesa. Ha svolto un ruolo determinante nel porre le fondamenta del discorso culturale dei Focolari. Ha fatto nascere gli strumenti necessari per attuare questi sviluppi, in particolare: le cittadelle; le case editrici; il quindicinale Città nuova e la rivista di cultura Ekklesia, diventata oggi Nuova Umanità; l’Istituto Mystici Corporis a Loppiano, che ora è stata designata anche come sede della nascente università Sophia. Per Città nuova don Foresi ha risposto ad alcune domande. Come ha conosciuto Chiara? Fu alla fine del ’49 che su invito di Graziella, una delle prime compagne di Chiara, mi recai a Trento insieme a Giulio Marchesi e Antonio Petrilli che arrivavano da Roma. Là trovammo i primi focolarini di Trento (Marco Tecilla e Aldo Stedile) e le focolarine che vivevano con Chiara. Fu allora che la incontrai per la prima volta. Ero quasi un ragazzo, ma conoscevo già la Chiesa e il mondo. Tuttavia ero timido e molto riservato. Quell’ incontro segnò il mio futuro. Anche Giordani parla di quell’incontro, della sua ammirazione estatica per Chiara, per le sue prime compagne e per i primi focolarini, e la loro perenne letizia; la gioia per l’arrivo di colui (era don Foresi n.d.r.) che sarà il primo focolarino sacerdote. Come gli altri, lei si votò nell’unità con Chiara, al servizio di Dio e della sua opera che stava nascendo, senza più voltarsi indietro. Posso chiederle in questo particolare momento in cui il rapporto di noi tutti con Chiara guarda al Paradiso, cosa è stata ed è ancora Chiara per lei, per la Chiesa e per l’umanità? Chiara è una delle più grandi personalità carismatiche che ci siano state nella Chiesa cattolica. Ricordo quando alcune delle focolarine mi hanno detto: Noi conosciamo Chiara da tanti anni e non l’abbiamo vista commettere neanche una piccola mancanza. Sapendo che si dice che ciò è impossibile se non ci sono grazie straordinarie, ho pensato che Chiara l’abbia ricevuta. Per dire cosa è stata nella Chiesa, si dovrà ripercorrere la sua vita e si dovranno rileggere i molti volumi scritti da lei e su di lei. E soprattutto osservare l’interminabile schiera di quanti hanno voluto seguirla nelle diverse vocazioni che ha suscitato. Sono milioni nel mondo e nessuna nazione è rimasta fuori dal raggio della sua influenza. Il movimento si è diffuso anche tra i non cattolici. Ciò ha portato una grande novità nella Chiesa, perché non era mai avvenuto che aderenti non cattolici facessero parte di un movimento cattolico. Ma il movimento oltre ai non cattolici, a un certo momento si è diffuso anche tra i non cristiani. Pure questa è stata una grande novità nella vita della Chiesa. Anche musulmani, buddhisti, scintoisti e induisti hanno deciso di far parte del movimento e la Santa Sede li ha approvati come collaboratori. Ci sono stati due papi, Giovanni Paolo II in particolare, e prima di lui Paolo VI, che hanno benedetto Chiara e l’hanno incoraggiata con decisione. In un certo senso hanno sentito l’influsso della sua vita nella Chiesa. Intanto, molti vescovi hanno chiesto di poter vivere lo spirito del movimento senza un rapporto giuridico con il movimento, ma puramente spirituale. Riguardo all’umanità, penso che tutto quanto si ricorda di Chiara non sia stato senza influenza. Sul piano sociale basterà citare un solo capitolo di questa storia, quello dell’Economia di Comunione. Senza dimenticare l’influsso culturale suscitato da Chiara, le sue molte lauree honoris causa, le case editrici e le riviste che si stampano in tutto il mondo e la nascente università Sophia.

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