Tesori tra noi

Creativ: un’esperienza interattiva sulla scorta dei simpatici personaggi creati dalla matita di Walter Kostner.
Libri Creativ
C’è un vignettista che si diverte a rispondere a domande importanti con dei disegni. Tra i suoi schizzi, questo: è buio, un adulto dal nome Doppiaw si avvicina a un bambino dal nome Gibì e gli spegne la candela che ha in mano. Gibì, molto contrariato, chiede: «Perché hai spento la mia candela?». Doppiaw non dice nulla, gli fa alzare gli occhi e insieme contemplano le fitte e spettacolari candele del cielo. Il disegnatore si chiama Walter Kostner.

Potrebbe la meraviglia più profonda essere la più vicina e, per questo, la più ignorata? L’abbiamo chiesto a Duccio Simonelli, pedagogista, ideatore e coordinatore del progetto “Tesori tra noi”, dal 1998 nell’associazione Creativ di Reggio Emilia.

 

Quando nasce il progetto?

«Un anno e mezzo fa, dalla collaborazione tra la Creativ e l’editrice Città Nuova. È una iniziativa che promuove la pro-socialità e ha in Gibì e Doppiaw i principali protagonisti. Parte centrale del progetto è una mostra, ma ci sono altri momenti formativi con i contributi di Michele De Beni ed Ezio Aceti».

 

In cosa consiste la mostra?

«È un viaggio nel mondo di Gibì e Doppiaw, in quattro parti che rappresentano l’evolversi della relazione tra difficoltà e sfide: “Che stupore!”, “L’altro… un dono”, “Prova a dare”, “Ricominciare”. Esprimono questo itinerario i “dadi” della relazione: al “dado problem” segue il dado dell’intervento dell’altro; e infine l’ultimo dado, che non va lanciato perché siamo noi a decidere la storia delle nostre relazioni».

 

Cosa si propone il progetto?

«È una esperienza interattiva mediata da un “form-attore” che stimola risposte concrete. La relazione ha bisogno di gesti, parole, pensieri che prendono corpo nella nostra realtà, adesso per dopo. Il visitatore sperimenta con attività di gruppo i valori prosociali che costruiscono il rapporto. Nessuna teoria, ma riflessioni che diventano nuovi stili di vita».

 

A chi si rivolge?

«Ai bambini e adolescenti, ma anche agli adulti. Il bello del progetto è la sua adattabilità a situazioni e richieste diversificate: questo permette un approccio mirato sulle persone».

 

Perché avete scelto il linguaggio del fumetto di Kostner?

«Colpito dalla frase di Follereau –“non abbiamo il diritto di essere felici da soli” –, Kostner capì che “bisognava dare una radice ad ogni cosa, una radice logora ma sorprendentemente nuova: l’amore”. Per lui trasmettere questo valore vuol dire scoprirlo insieme, ogni giorno. A distanza di anni, il dialogo con i suoi ragazzi attraverso questa scrittura così immediata e originale ha coinvolto tanti e ha portato una evidente eccedenza di significato rispetto alle iniziali intenzioni dell’autore».   

 

Gibì e Doppiaw: chi è il maestro e chi l’alunno? 

«Insegnano e imparano l’uno con l’altro e l’uno dall’altro. I ruoli si invertono, in un processo circolare di crescita reciproca. Anche il bambino educa l’adulto che si lascia educare».

 

E quali valori propongono?

«Una visione positiva della vita, a livello personale, relazionale, sociale e spirituale. Vivono valori irrinunciabili: il rispetto, l’ascolto, la gentilezza, l’attenzione, l’umorismo, l’amicizia, l’autocritica, la poesia…».

 

Cosa manca oggi nei rapporti?

«La gratuità. Facciamo le cose per interesse e aspettiamo anche dagli altri un celato o evidente tornaconto. Invece la libertà della relazione è gratuità. Ed è vera gioia. Il nostro vero tesoro è la relazione e in essa ci sono sorprendenti tesori nascosti».

 

 

La proposta di Creativ

 

Nata nel 1994 da un gruppo di professionisti attivi nel campo educativo, formativo, psicologico, dell’animazione e dello spettacolo, è una originale realtà formativa in grado di trasmettere non solo le conoscenze ma anche le competenze, le strategie per re-imparare a comunicare con entusiasmo e professionalità. Nei suoi primi 15 anni di vita Creativ ha incontrato decine di migliaia di persone, di ragazzi, in Italia e in Europa, nella convinzione che la creatività deve permeare ogni azione per aiutare a vivere meglio scelte, atteggiamenti e rapporti interpersonali; e che la formazione deve coinvolgere tutta la persona attraverso situazioni che uniscono teoria e pratica, suscitano ricerca, curiosità, stupore e accendono i dinamismi mentali, emotivi e cognitivi.

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