Terra di contrasti

Dall’ampio reportage del nostro inviato in Brasile riportiamo questo stralcio apparso su Città Nuova n. 6 del 1962.
Immagine di repertorio

In questo momento il Brasile sembra un'immensa terra riarsa che aspetta l'acqua della vita di Dio; una terra buona, scavata dalla sofferenza, in cui, appena cade un po' di pioggia benefica, quasi per un miracolo vedi ripullulare la vita. Vorrei dire che, più ancora che di pane, c'è effettivamente fame e sete di Dio. Anche perché, quasi inconsciamente, il popolo crede che solo da Dio gli può arrivare veramente la giustizia.
E vengono le vertigini a pensare quanto potrebbero fare tutti questi milioni di cattolici, se diventassero tutti, o almeno nella maggior parte, coscienti e coerenti alla loro fede. Evidentemente è questo, oggi, il grande problema del Brasile, il vero problema fondamentale: trasformare i milioni di “cattolici di tradizione” in “cattolici di convinzione”, come si dice qui. In questo c'è, in fondo, la soluzione di tutti gli altri problemi.
E si ha l'impressione di poter costruire, più facilmente qui che altrove, una società fondata solo su Cristo; non c'è da abbattere, c'è solo da edificare su fondamenta che già esistono. «Se i primi cristiani hanno impiegato tre secoli – mi diceva uno studente universitario – quanto più presto, forse, possiamo fare noi, se cominciamo ad essere veramente cristiani!».
E in verità, la vita cattolica si sta sempre più risvegliando. La gerarchia è particolarmente paterna ed attiva. Impressionante risulta l'attività che ogni vescovo sta facendo, non solo nel campo strettamente pastorale, ma anche sostituendo molte volte con la carità operosa il compito che altri dovrebbero svolgere. Non si può non rimanere ammirati di fronte al lavoro incessante di vescovi quasi privi di sacerdoti, che passano di parrocchia in parrocchia, confessando ore ed ore, predicando, amministrando sacramenti, intercedendo per la giustizia a favore degli oppressi e dei poveri, promovendo opere pastorali e sociali… È un vescovo che ha cominciato l'istruzione agli analfabeti attraverso la radio. È un vescovo che ha promosso il movimento più attivo per risolvere i problema delle favelas. Sono i vescovi che suggeriscono forme nuove di sindacato rurale e prospettano ai governi necessità anche materiali del loro gregge…

Giorgio Marchetti

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