Tecnoscienza, democrazia deliberativa e relazionalità.

I prodotti della scienza e della tecnologia non sono oggetti neutri ma innovazioni che costituiscono una cornice di senso e un quadro duraturo di norme per l’ordine pubblico.

In questo saggio intendo riflettere sulle relazioni tra scienza, tecnologia e società, mettendo in evidenza i condizionamenti reciproci e gli effetti sugli individui. La prospettiva adottata segue il filone di studi sociali sulla scienza e la tecnologia (STS), esaminando i modi in cui scienza e tecnologia sono co-prodotte mediante l’adozione di regolamenti e procedure d’uso.
La pervasività dei prodotti tecnoscientifici richiede una riflessione politica sul ruolo degli attori, sui processi decisionali e sull’ordine sociale. Per affrontare questi temi, e le controversie connesse, sviluppo un’analisi delle sfide poste dalla tecnoscienza a partire da alcune dimensioni rilevanti del pensiero di Chiara Lubich, in particolare le relazioni trinitarie e la figura dell’abbandonato, per individuare nuove forme di confronto e dialogo.  

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