Tasse “E io pago…..”

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Questa battuta di Totò torna alla mente quando dobbiamo metter mano alle nostre tasche, per gli shopping delle nostre mogli o per le ricariche dei cellulari dei nostri figli. Ma forse, ancor di più, quando ci tocca pagare le tasse. Sarà atavica avarizia, sarà che non riusciamo a vederne la pubblica utilità, allora ci chiediamo: Dove vanno a finire i nostri soldi?. È un problema comprensibilissimo, umanissimo. Nessuno di noi fa una cosa se non ne è convinto. Proprio questo è il problema: capire i motivi, trovare le convinzioni. Perché bisogna pagare le tasse? Perché il non farlo fa arretrare la nostra umanità. Non intendiamo qui dare suggerimenti tecnici o politici, e nemmeno prendere posizione sul fatto che sia giusto pagare di più o di meno o in altro modo, ma vogliamo capire. E questo significa affrontare il problema della convivenza umana. Un uomo non si fa da solo. La relazione con gli altri gli è indispensabile.Anzi, è radice del suo vivere umano. Pagare le tasse ci fa contribuire al bene comune col nostro lavoro, costruisce l’uomo e le sue relazioni e, poiché l’unione fa la forza, gli dà possibilità concrete di reinvestire le ricchezze di tutti nel mondo sociale, educativo, culturale. Il contrario, è catastrofico per tutti. In Italia scopriamo che l’evasione raggiunge cifre da capogiro (si dice il 40 per cento del Pil). Desto o son sogno?, si chiederebbe Totò, e noi con lui. Non si tratta certo di quisquiglie. Ma drammaticamente c’è ancora un mare di luoghi comuni e un oceano di falsi alibi: Siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri… Governo ladro… E allora: perché devo pagare le tasse? Innanzitutto perché mi viene data questa possibilità, e posso farlo liberamente. È un mio diritto, per non cadere in trappole subdole e mafiose. È una scelta da cittadini in una società civile, nella quale un ordinamento rispettato può dare più frutto di mille azioni improvvisate. È la legge delle piccole cose. Pensiamo alla raccomandazione del Maestro di Nazareth: Chi è fedele nel poco è fedele nel molto. Ben venga allora un equilibrio di tassazioni secondo il reddito, perché una società giusta presuppone una società di giusti, capaci di comprendere i bisogni degli altri e di contribuire secondo il proprio portafoglio. Ben venga un rinnovato impegno politico e sociale, che ha al suo centro una sana visione antropologica. L’impegno umano e civile è un impegno di libertà e di responsabilità. E una questione di stile. Totò ce lo ricorda: Signori si nasce.

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