Tanti fratelli da servire

Fortunato il cireneo che, aiutando il fratello, aiuta in realtà Cristo.
Scena di aiuto al fratello

Ci sono cristiani, i quali vanno a servire gli umili, i bisognosi, non tanto per convertire quanto per convertirsi. Dando amore sotto forma di servizi (a malati, senzatetto, anziani, disabili), trovano Cristo, e così molto più di quanto donano ricevono. Donano amore, tempo… e santificano sé santificando i prossimi. E cioè, si sale a Dio più facilmente scendendo sotto ogni livello umano, per servire, da laggiù, tutti gli uomini in qualunque ripiano collocati. Così il samaritano trovò Dio scendendo da cavallo e raccogliendo il fratello dissanguato sulla pietra riarsa.

I fratelli da servire sono tanti. Tutti. Non c’è uomo, ricco o povero, forte o debole, maschio o femmina, il quale non abbia bisogno di amore, cioè di vita. Malgrado le apparenze, che ingannano, per ciascun figlio di donna l’esistenza è una via crucis. Buon per lui se trova un cireneo che lo aiuti a portar la sua croce. Ma fortunato il cireneo che, aiutando il fratello, aiuta in realtà Cristo. Se uno vive seguendo le orme di Cristo scopre che spesso vive con persone oppresse dalla fatica del vivere; gente che rasenta la disperazione e in angoli bui versa lacrime. Egli incontra malati d’ogni sorta. Se li lascia parlare, o li ama per scrutarli, scopre la miseria d’ognuno. Chi svela le sventure sue, chi quelle dei familiari, chi dice i disagi economici, uno si lamenta dei tradimenti, l’altro è disperato perché non ha un soldo… Sono proprio questi che hanno più bisogno di amore, vi hanno più diritto.

Si può dire che l’amore ci è stato donato principalmente per essi, che essi sono stati fatti tali per il nostro amore, per tirar fuori dal serbatoio del nostro egoismo questa vena di sangue divino – che è l’amore. Anche la cattiveria nasce forse dal credersi abbandonati, c’è chi si piega a terra sotto il peso della disperazione o di una malattia. Il debito nostro sta nel riaccendere in quei cuori la speranza, così come l’amore di Gesù, invocante il perdono per l’ignoranza dei persecutori, accese il Paradiso nell’anima del ladro. Il nostro amore a questi fratelli accenderà con la speranza un principio di gioia, amando, noi diamo la carità e passando per il filtro della nostra anima, lo Spirito di Dio letifica noi mentre ravviva loro.
 
Da: Il popolo di Dio in cammino, Città Nuova, 1967

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