Il talento del calabrone

Secondo lungometraggio per Giacomo Cimini. La storia ha come protagonista un disc jockey radiofonico, ha una matrice da thriller americano ed è girato a Milano. La pellicola dà il meglio come racconto di verità nascoste del passato, ombre che vengono alla luce, svelamento dell’ipocrisia.  

Non è male il film Il talento del calabrone di Giacomo Cimini, un thriller di chiara estrazione americana, ma girato e ambientato nella città più metropolitana d’Italia, cioè Milano. Notturna, illuminata a giorno, immensa: gente, macchine, grattacieli su uno dei quali spicca la gigantografia del Dj Steph di Radio 105 che proprio qui ha la sede. Ragazzo ormai in vetta, sicuro e brillante, deciso al grande salto in tivù, egli (Lorenzo Richelmy, bravo specie nella parte più “nera”) risponde alle richieste degli ascoltatori e dei fan.

Arriva la richiesta di uno sconosciuto in macchina in giro per la città: un “cattivo” erudito, fine, che sta per suicidarsi. Minaccia di far saltare in aria zone intere, e ne dà una prova per mostrare che non scherza, se non si fa quello che vuole. Comincia col chiedere brani di musica classica raffinata – Bach, Beethoven – , dialoga con il Dj che prima ironizza, poi sbotta, infine è stressato. Arriva un colonello dei carabinieri (Anna Foglietta) a gestire la situazione fra la tensione crescente. Si conducono le trattative che il “cattivo” prolunga fino a mezzanotte. L’uomo tiene tutti sotto scacco fino alla conclusione, con rivelazioni drammaticamente attuali che sconvolgono tutti, il Dj compreso.

Diretto con efficacia, nonostante cali nella sceneggiatura, qualche interprete fuori parte (Anna Foglietta), e senza  colpi ironici che non guasterebbero, pure il film, che si pone sulla scia del sottogenere come In linea con l’assassino, dà il meglio come racconto di verità nascoste del passato, ombre che vengono alla luce, svelamento dell’ipocrisia. Il film si regge sulla interpretazione davvero importante di Sergio Castellitto, il “cattivo”: un colto scienziato disperato in cerca di pace e di una qualche redenzione. Alla quale anelano, incoscientemente, anche i componenti superficiali e distratti della radio, per primo lo stesso Dj.

Previsto per il cinema è ora spostato su Amazon e Prime video.

 

 

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