Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Europa

Tahrir un anno dopo

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

Grande manifestazione di popolo nella piazza diventata il simbolo della transizione araba all’egiziana. I commenti dei partecipanti

Egitto un anno dopo
Si è riempita di nuovo, completamente, e in un clima assolutamente pacifico, dietro il Museo Egizio. L’esercito già alla vigilia aveva dato il tono della manifestazione, dichiarando di aver decretato la fine dello stato di emergenza, a partire dal 26 gennaio, e rilasciando circa duemila manifestanti imprigionati in seguito a varie manifestazioni di quest’anno. Esercito che pare ormai deciso a lasciare il governo del Paese ai Fratelli musul-mani, grandi vincitori delle elezioni per la Camera del Parlamento appena insediatosi, e probabili vincitori sia delle prossime elezioni per il Senato che di quelle di giugno per la presidenza.

Certo, dalle parole dei partecipanti alla manifestazione di ieri sembra proprio che il clima sia cambiato rispetto ad un anno fa, e che i timori per una deriva islamica del-la conduzione del Paese siano aumentati. E tuttavia il clima pacifico sembra dare speranza: il Paese ha bisogno di stabilità, anche perché l’economia conosce momenti difficilissimi, e bisogna assolutamente rimettere in moto il turismo e il commercio estero.

Nel frattempo si è tenuta la prima riunione del Parla-mento, con la sorpresa di vedere negli scranni tanti barbuti (i salafiti) e pochissime donne, appena cinque. Pochi anche i cristiani rappresentati, meno di una dozzina, cioè circa il 2 per cento degli eletti, a fronte di una presenza reale nel Paese che sfiora il 10 per cento. Quasi tutti gli eletti sono nuovi nell’ambiente parlamentare, e anche nelle procedure paiono perciò peccare di una certa goffaggine. Ma questi sono dettagli rispetto ad un atto insolito: i parlamentari islamici hanno infatti giurato sulla Costituzione, ma affermando contestualmente che non voteranno mai leggi contrarie alla shari’a, alla legge islamica.

È il tempo del realismo e della normalità, si dice anche a piazza Tahrir. I giovani e tutti i manifestanti rivendicano per gli egiziani, al di là dei timori di islamizzazione della società, un a priori fiducioso nella loro capa-cità di gestire il Paese, con la creatività e le risorse umane, culturali e spirituali loro proprie.
 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876