Sull’ampio confine. Storie di cristiani nel Caucaso

Michele Zanzucchi - Città Nuova
Lidro "Sull'ampio confine"

La grande bufera che ha investito in questi anni la regione caucasica, linea di faglia tra Oriente e Occidente, manifestatasi con guerre, esodi ed eccidi, ha prodotto una comunicazione solitamente giornalistica e a tratti addirittura letteraria. Narratori del calibro di Kapuscinski hanno saputo dare voce a chi non ha voce, imprimendo il brivido della scoperta.

Zanzucchi, cronista-viaggiatore d’eccellenza, sta dentro la medesima vena letteraria, raccontando attraverso fonti dirette il vissuto di tanta umanità dolente e paradossalmente aperta alla speranza. Riaffiorano allora realtà distanti anni luce dal nostro immaginario, fatte di lingue, culture e rivendicazioni inedite, drammatiche e sconvolgenti, comunque intrise di un’umanità prorompente. Tante le storie di uomini e donne che l’autore ha incontrato, cristiani tutti d’un pezzo che vivono la loro fede con impegno, talvolta nella paura, in ogni caso solidali con la loro gente. C’è la Cabardino-Balcaria dove la convivenza è possibile; l’Inguscezia con la paura rinascente; la Cecenia, terra dell’abominio radicato; il Nagorno-Karabakh, l’armenità perduta e ritrovata; fino all’Azerbaijan che galleggia sul petrolio. L’assenza di ideologia e la presenza del Vangelo in ogni pagina testimoniano un cristianesimo in cui non contano i numeri ma la qualità della fede. Si legge d’un fiato, portando i segni dell’autore. È davvero tutt’uno con lui.

 

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