Strategia antipedofilia

 È l’argomento più triste e più buio della Chiesa. Non ci sono parole per descriverlo, ma il silenzio purtroppo in questo caso ha aggiunto solo dolore.
La sede della congregazione per la dottrina della fede
 È l’argomento più triste e più buio della Chiesa. Non ci sono parole per descriverlo, ma il silenzio purtroppo in questo caso ha aggiunto solo dolore. Sono i casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi nell’ambito di una relazione pastorale. Veri e propri reati perpetrati spesso su bambini innocenti e ignari dell’esistenza del male. E questo ha dell’indicibile, sicuramente dell’imperdonabile. Ovunque prevale l’amarezza di non essere arrivati in tempo. È di questi giorni la notizia di un sacerdote che nel genovese si è macchiato di questo stesso crimine. Le cronache hanno dedicato ampio spazio a questo caso.

 

In tanti in questi anni hanno chiesto giustizia. Hanno chiesto soprattutto che la giustizia della Chiesa si affiancasse con fiducia e senza riserve alla giustizia civile ordinaria. E lunedì dalla Santa Sede arriva una notizia importante. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato una lettera circolare per «aiutare le Conferenze episcopali» ad affrontare adeguatamente i casi di abuso sessuale. Nella lettera si fa una dichiarazione attesa da molti: «L’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile».

 

Di fronte a reati simili è ovvio che non ci possono essere rimedi di alcun tipo. Ma dalla Santa Sede arriva finalmente l’invito chiaro e indiscutibile a tutti i vescovi del mondo a cooperare con le autorità civili. Si afferma anche che questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche.

 

È l’ultimo tassello di un lungo e sofferto processo nel corso del quale la Chiesa ha preso consapevolezza dello scandalo e ha deciso di rispondervi con responsabilità. A novembre, il papa volle dedicare a questo problema una intera riunione di cardinali giunti a Roma per il Concistoro. Ancora prima in luglio, la Congregazione per la dottrina della fede aveva aggiornato le norme prescritte nel documento Delicta graviora del 2001, rendendole più severe. Ma mancava appunto un chiaro e definitivo riferimento alla denuncia alle autorità civili.

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