Storia di emigranti

Cambiano il colore della pelle, i nomi, l’epoca, i mezzi usati e le condizioni di partenza e di arrivo.Ma si ripete ancora oggi quel drammatico movimento migratorio che accomuna popoli di diverse sponde geografiche. E ascrive storie dolorose sulla comune razza umana. A mantenere viva la memoria di ieri per ravvivare quella di oggi c’è l’attore pugliese Mario Perrotta col suo Italiani cìncali, progetto che comprende Minatori in Belgio e La turnata. Non è solo una rievocazione di storie italiane per strapparle alla dimenticanza; né un necessario ascolto di poco conosciute (nei più giovani) pagine dei nostri emigranti, con uno sguardo nell’oggi. È un documento umano di toccante verità che va oltre il resoconto e la reminiscenza, perché pianta le sue radici nel corpo narrante e nell’anima del suo interprete, che ha raccolto testimonianze di gente sopravvissuta a un’epopea di umani affanni, e ce le restituisce con generosa sensibilità. Il primo racconta le drammatiche esperienze del lavoro nelle miniere di carbone fino alla tragedia di Marcinelle. Sono storie narrate attraverso il postino di un paese delle Puglie, l’unico rimasto dopo l’emigrazione di massa di povera gente partita in cer- ca di lavoro a cui la propaganda dell’epoca prometteva una vita dignitosa. Uomini intrappolati sottoterra e costretti a un lavoro massacrante che causava morte e avvelenamento, ma che scriveva lettere ai familiari nascondendo la tragica realtà. Il secondo evoca il rientro definitivo di una famiglia dalla Svizzera alla terra natìa. Un viaggio dalla frontiera lungo l’Italia a bordo di un’Alfa Romeo, narrato attraverso lo sguardo di un ragazzino cresciuto i primi nove anni sempre nascosto in casa perché la legge elvetica vietava agli stranieri di portare con sé i bambini. I testi – scritti a quattro mani con Nicola Bonazzi – sono anche un atto di denuncia, una riflessione di forte attualità che colloca questo spettacolo nel più significativo teatro di impegno civile. La recitazione, con la divertente comunicativa dell’accento dialettale, sa dosare scarti surreali e sterzate ironiche; non preme sui toni enfatici, né su pose artificiali, ma sulla naturalezza, la semplicità e l’umiltà di affabulatore che possiede il bravissimo e appassionato Mario Perrotta, il quale fa nascere le parole come acqua sorgiva, le fa scorrere limpide e insinuanti fino a noi, imprimendocele nel cuore. Con commovente, teso, vibrante, coinvolgimento. Giuseppe Distefano Al Palladium di Roma. In tournée a Milano, Teatro dell’Elfo fino al 18 marzo, a Genova, Lamezia Terme, Chivasso, Rimini. THE PARSONS DANCE COMPANY. Torna (al teatro Olimpico di Roma per l’Accademia Filarmonica Romana, dal 20 marzo al 1° aprile) la celebre compagnia di David Parsons, il ballerino e coreografo considerato tra i massimi esponenti della post-modern dance americana, con alcune fra le sue più famose coreografie divenute veri e propri cult della danza internazionale, come la celeberrima Caught.

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