Stipendio stabile

Sono maestro di trentaquattro ragazzini dagli 8 ai 15 anni in un quartiere poverissimo. Per arrotondare lo stipendio faccio un corso serale di alfabetizzazione per giovani e adulti. Essendo un lavoro volontario, il municipio ci dà solo un piccolo aiuto economico. Una collega aveva bisogno di un permesso perché le stava per nascere un bambino, ma suo marito era disoccupato e quel lavoro era l’unica risorsa per la famiglia. Assentarsi per un periodo avrebbe significato non solo non avere lo stipendio, ma perdere il posto, perché non c’era vincolo di dipendenza. Come aiutarla? Ho tolto la tenda che divideva le nostre classi e la mia è diventata una macroclasse, con cinquanta alunni dai 15 ai 55 anni. Dopo un mese sono stato chiamato dal municipio ad assumere il posto di coordinatore di tutti i corsi di alfabetizzazione per giovani e adulti. Come centuplo è arrivato uno stipendio stabile! C. M. – Brasile Gestisco un piccolo negozio di abbigliamento. Un fornitore ha approfittato di una situazione di urgenza per vendermi la merce a un prezzo doppio. Non solo, ma ho costatato che mancava anche un vestito. La prima reazione è stata di rabbia perché mi sono sentito ingannato, ma poi ho pensato che dovevo vedere in quella persona Gesù. Dopo un po’ di tempo, al mercato, mi sono imbattuto nello stesso fornitore, al quale ho ordinato merce in misura ancora maggiore della volta precedente. Richiesto se avevo controllato la quantità della prima fornitura, ho risposto che mancava un pezzo; ciò nonostante avevo fiducia in lui ed ero pronto a pagare lo stesso prezzo di prima. Il giorno dopo è arrivato con la merce al mio negozio e ha voluto contare lui stesso, davanti a me, il numero dei pezzi. Quando l’ho pagato, mi ha restituito metà dei soldi: d’ora in poi, ha detto, mi avrebbe venduto la merce al prezzo di costo. Evidentemente il mio gesto era stato un seme depositato in lui, che a suo tempo aveva dato frutto. Y. – Iraq Patricia, 22 anni, studente di diritto, ricopriva la carica di direttrice di un dipartimento in un ministero in Paraguay. Una persona importante nel mio ambiente di lavoro, che godeva di certi privilegi, si comportava in modo disonesto – racconta -. E per giustificarsi soleva ripetermi: Se hai deciso di diventare avvocato e non commettere nessuna illegalità, perdi il tuo tempo e finirai tranquillamente morta di fame. Non ero d’accordo con lui e dovevo dirglielo. Per aver manifestato le sue convinzioni, Patricia perde il lavoro. Ma non si dispera: è forte in lei la coscienza di avere un Padre cui tutto è possibile e che la ama oltre ogni misura. Quella sera stessa le arrivano due proposte di lavoro: un fatto incredibile, nella situazione economica e lavorativa del Paraguay! Ho sperimentato quanto Dio abbia cura di me e come ogni ostacolo, in fondo, non sia che una prova per saggiare la mia risposta a questo suo amore. In più, il nuovo lavoro è più direttamente collegato con i suoi studi e quindi più interessante e formativo. (Da: Quando Dio interviene, a cura di Doriana Zamboni, Città Nuova Ed.). C.G. – Paraguay

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