Stellina bianchina

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C’era una volta una stellina di nome Bianchina. L’avevano chiamata così, perché era la più bella del vicinato, se di vicinato si può parlare, (perché come tutti sanno, le stelle fra loro sono lontane anni luce). Era sempre allegra e molto luminosa, salutava tutti quelli che incontrava regalando un bel sorriso. Era così felice, che l’universo le stava quasi stretto. Ma un giorno, improvvisamente, diventò triste, non volle più parlare con nessuno, divenne addirittura scura, tanto che la soprannominarono stellina Nerina. Inutili furono i tentativi delle sue amiche che cercavano di farla reagire, di ridarle parte di quell’allegria che, fino ad allora, era lei a trasmettere agli altri. Anzi, più cercavano di infonderle coraggio, più lei si chiudeva in se stessa e incupiva tristemente. Proprio non sapevano più cosa fare! Ormai erano rassegnate ad avere come vicina una stella Nerina. In Cielo tutti gli anni si festeggia la nascita di Gesù; festa che sulla Terra noi chiamiamo Natale. Per il suo compleanno Gesù invita tutti coloro che si trovano in Cielo e nel Paradiso. Quell’anno Gesù si accorse subito che fra gl’invitati mancava proprio Stellina Bianchina. Con tutta la confusione che c’è, come fai ad essere si- curo che manca qualcuno?, chiese l’angelo addetto agli inviti, dimenticandosi per un momento che a Lui non sfugge nulla. Il Bimbo Divino non rispose ma chiamò l’angelo più veloce e lo mandò a cercare Stellina Bianchina per chiederle perché non era venuta alla festa. L’angelo non ci mise molto a trovarla e le spiegò il motivo della sua visita: Gesù era preoccupato per la sua assenza. Stellina Bianchina rimase stupefatta che Gesù si fosse interessato di lei e immediatamente avvertì nel suo cuore quanto fosse amata! Allora spiegò il motivo del suo cruccio: Tempo fa ho visto passeggiare per il cielo la Stella Cometa, con una stupenda coda che illuminava la volta celeste: era bellissima, sicuramente la più ammirata dell’universo. Mi sono sentita mancare, ho avvertito un vuoto dentro di me, mi sentivo inutile; credevo d’essere la più bella, la più luminosa, la più guardata stella del firmamento e invece… Forse… sono diventata gelosa!. L’angelo assicurò a Stellina Bianchina che, a tutte le stelle, se corrono, spunta la coda, anzi più sono veloci più la coda diventa lunga. La Cometa viaggia per il cielo per indicare ai Re Magi la strada che porta alla capanna dove è nato Gesù. Per questo è guardata da tutti. Poi sollecitò Bianchina a fare presto, altrimenti sarebbe arrivata in ritardo. Dammi almeno il tempo di mettermi qualche brillantino. Sono diventata così brutta! esclamò Stellina Bianchina, che, per la gioia di andare alla festa, era ridiventata allegra, radiosa e bella come una volta. Partirono di volata (è proprio il caso di dirlo) e in un batter d’occhi arrivarono alla festa, dove tutti gli invitati, appena la videro, l’applaudirono entusiasticamente. Perché mi applaudite?, chiese Stellina Bianchina che ancora non si era accorta della lunga scia luminosa dietro di sé. Perché hai una coda meravigliosa , risposero in coro. Stellina Bianchina raggiante gridò: È proprio vero, per diventare belli si deve correre verso gli altri altrimenti si diventa tristi e brutti, come ho fatto io e poi… non bisogna aspettare Natale per diventare belli, lo si può essere tutti i giorni.

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