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Italia > Società

Start, si parte!

di Eduardo Guedes

- Fonte: Città Nuova

Scaduto l’accordo Usa-Russia sul nucleare strategico, si cerca di mettere assieme le diverse visioni manifestate dai due “grandi”. Il punto di vista di Mosca.

Missile

L’accordo sulle armi nucleari strategiche “Start-1”, firmato tra Usa e Russia, è scaduto il 5 dicembre scorso. Le misure di controllo reciproche sono ora sospese e già alla vigilia della scadenza un gruppo di esperti statunitensi ha abbandonato il suo posto di osservazione nella più importante fabbrica di missili russi a Votkinski, nelle vicinanze degli Urali. Ma il nuovo accordo annunciato dai presidenti Barack Obama e Dmitri Medvedev sembra non volere uscire dalla sala chiusa delle trattative.

 

«Ci sono ancora vari problemi da risolvere», commenta Alexandr Pikaev, direttore del Dipartimento di regolamento di conflitti dell’Istituto di economia mondiale e di rapporti internazionali dell’Accademia delle scienze della Russia. Tra le questioni importanti, il ricercatore sottolinea «il legame tra armi di attacco e di difesa», e «l’ampia differenza» nei numeri. La quantità dei trasportatori dovrà essere tra 500 e 1100, ed il numero delle ogive nucleari dovrebbe passare dal limite di 6 mila dello “Start-1”, a una cifra tra 1500 e 1675, dove le quantità più basse sono proposte da Mosca e quelle più alte da Washington.

 

Pikaev sottolinea che anche se i limiti proposti per le ogive nucleari sembrano vicini, c’è il fatto che la parte statunitense vuole cambiare le regole di conteggio: «Vogliono contare solo quelle che sono montate e pronte ad utilizzare», spiega Pikaev, aggiungendo che questo metodo «abbassa molto il quadro reale» e che secondo le regole dello “Start-1” «le 1675 ogive sarebbero circa 3 mila». «Ovviamente è la Russia la parte più interessata a quest’accordo – afferma Alexei Arbatov, dello stesso istituto di ricerca –, precisando che a Mosca conviene una riduzione sensibile delle armi nucleari «perché deve comunque ridurle per problemi tecnici, indipendentemente dell’accordo».

 

«Ma da parte degli Usa c’è anche un interesse politico, se vogliono guidare il processo di controllo e di non proliferazione delle armi nucleari», afferma Arbatov, aggiungendo che anche i tempi sono importanti. C’è chi dice che l’accordo potrebbe essere firmato già il 10 di questo mese, chi avanza il 18, chi la fine del mese o la primavera del 2010. Arbatov considera che firmarlo entro la fine di dicembre potrebbe essere considerato un grande successo, ma che certamente non si può andare oltre maggio del prossimo anno. «A maggio avremo il summit mondiale sul disarmo nucleare.

 

Il precedente del 2005 ha fallito e un secondo fallimento sarebbe il crollo completo del regime di non proliferazione», dice Arbatov, che considera indispensabile che le due potenze facciano vedere i loro sforzi in questo campo.

Riproduzione riservata ©

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