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Cultura > Arte e Spettacolo

Stare meglio oggi: Ciarrapico al Teatro Cometa Off

di Elena D’Angelo

- Fonte: Città Nuova


L’autore della fortunata serie televisiva Boris approda a teatro con la sua ultima fatica: una riflessione acuta, attenta e scanzonata sui sistemi politici e sui microcosmi individuali

Stare meglio oggi di Giacomo Ciarrapico

Andare a teatro non coincide quasi mai solo con la visione dello spettacolo. Si tratta molto spesso di un’esperienza olistica che comporta la valutazioni di elementi  ulteriori i quali accrescono esponenzialmente l’aspettativa per ciò che si vedrà in scena. E così, complice l’atmosfera da debutto, la sala del teatro Cometa Off, nel cuore di Testaccio a Roma, si è rivelata la location perfetta per il monologo scritto da Giacomo Ciarrapico e interpretato da Carlo De Ruggieri.

Uno spazio intimo, quello della platea, raccolto, familiare, tutto chiuso intorno alla scena, semplicemente arredata: un letto con relativo comodino sulla sinistra; un cumulo di giornali, riviste e fogli sparpagliati in terra, sulla destra. In sintesi: lo spazio privato, concluso, solitario della cameretta e lo spazio pubblico, condiviso, dell’immagine sociale. Due luoghi della scena, ma in definitiva due orizzonti nella vita di ognuno di noi: quello che c’è dentro, l’intimo, il profondo; quello che si vede fuori, l’apparenza costruita, utile, efficace.

L’acuta metafora che l’autore del testo costruisce per raccontarci l’eterno conflitto tra me e me può sintetizzarsi con la formula spesso usata per descrivere situazioni in cui prevalgono confusione e individualismo: ogni testa è un parlamento. Sì. Ognuno di noi è organizzato proprio come uno Stato, nello specifico una Repubblica democratica con la sua Costituzione, il suo governo, le opposizioni, l’opinione pubblica e persino i servizi segreti.

Tutto l’impianto drammaturgico del monologo è costruito su questa metafora di fondo. Il protagonista chiama a raccolta gli eventi più significativi della sua esistenza e li snocciola come se fossero il risultato di manovre politiche interne, o meglio interiori. E così il ministro degli Esteri «che è dentro di me» è responsabile dei rapporti con gli altri e a lui vanno imputate quelle gaffe che spesso si compiono, come salutare cortesemente qualcuno che si stenta a riconoscere.

Allo stesso modo il cosiddetto governo balneare, una sorta di governo provvisorio che si instaura tra giugno e settembre, sarebbe responsabile dello stile di vita lascivo e spericolato che puntualmente si mette in atto nei mesi estivi. E così via: la salute, l’economia, persino le relazioni interpersonali sarebbero gestite da maggioranza e opposizione, tra referendum popolari e agitazioni di massa.

Una trovata divertente ed efficace che coinvolge il pubblico e lo invita inesorabilmente a una riflessione, seppure leggera e scanzonata, su sé stessi e sul mondo. Il lavoro restituisce inoltre una visione nitida dei sistemi politici attuali e delle dinamiche del potere, esemplificate nell’intricato microcosmo dell’essere umano, raccontate coi toni dell’ironia, collocate in un impianto scenografico simbolico ed essenziale.

Applauso.

Teatro Cometa Off, Roma, fino al 17/11.

Riproduzione riservata ©

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