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Persona e famiglia > Famiglia

Starbucks contro lo spreco alimentare

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova


La nota catena di caffetterie donerà il cibo invenduto a chi ne ha bisogno contando di fornire quasi 5 milioni di pasti solo durante il primo anno

Uno Starbucks

Starbucks, una tre le più famose catene di caffetterie al mondo, si apre al solidale con il nuovo programma contro lo spreco alimentare “Food Share”. Secondo quanto riportato da un comunicato rilasciato dalla multinazionale, oggi quasi 15 milioni di bambini americani vivono in famiglie che non si possono permettere cibi adeguati e di qualità e quasi 50 milioni di americani non possono permettersi un pasto. Per questo motivo, Starbucks ha deciso di donare il cibo invenduto e ancora fresco, proveniente dai 7600 stores presenti in America, alle banche alimentari degli Stati Uniti e aiutare chi ha meno possibilità. Già da settimane attorno alle sette di sera attorno ai vari coffee shop si assiepano decine di senza tetto e di migranti che attendono pazientemente la loro porzione di cibo.

Il progetto, lanciato lo scorso 22 marzo, vede la collaborazione dell’associazione Food Donation Connection e Feeding America, una tra le più grandi reti no profit statunitensi, da sempre impegnata nella lotta contro la povertà. Già nel 2010, Starbucks aveva stretto una collaborazione con Food Donation Connection per la distribuzione di pane e dolci invenduti, ma in questo modo si fa un salto in avanti e ad essere donati saranno anche i piatti pronti e i cibi freschi come ad esempio insalate e sandwiche che devono essere consumati nell’immediato e per questo saranno prelevati con furgoni refrigerati messi a disposizione dalle organizzazioni di solidarietà e poi distribuiti ai poveri entro le 24 ore.

Il programma di beneficenza, che per ora ha scadenza quinquennale, prevede di fornire quasi 5 milioni di pasti durante il primo anno di attività, con l’obiettivo di arrivare a donare il 10% delle eccedenze e di distribuire, entro il 2021, almeno 50 milioni di pasti.

Riproduzione riservata ©

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