Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Politica

Srebrenica come memoria per l’Europa

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Sono passati 20 anni dalla strage di 8 mila musulmani da parte dei serbo-bosniaci del generale Mladic

Srebrenica

Già 20 anni. Sembra ieri quando i Balcani si infiammarono per le irrisolte questioni nel puzzle etnico più complicato d'Europa. La Bosnia esplose nel conflitto tra serbo-bosniaci-ortodossi, croati-bosniaco-cattolici e bosniaci-musulmani. Mille sarebbero le battaglie da ricordare, ma una su tutte resta nella memoria perché non è stata una battaglia tra due eserciti ma tra le milizie serbo-bosniache comandate da Mladic e ispirate da Karadzic e una popolazione inerme, musulmana. Pulizia etnica. Genocidio. 

 

Visitando alcuni anni fa Srebrenica, più che dal sacrario ero rimasto impressionato dalla interminabile fila di villette nella valle che conduce al paese: quelle perfettamente funzionanti si alternavano con quelle scarnificate, disossate direi, private di tutto ad opera dei vicini. La pulizia etnica aveva ingenerato la mostruosità di un popolo,  che fino allora aveva vissuto relativamente in pace musulmani accanto a cristiani, trasformatosi in un Caino e in un Abele moltiplicato per mille. Una tragedia da cui a fatica i decenni permetteranno di risollevarsi. 8 mila furono gli uomini e le donne, quasi tutti maschi in realtà, uccisi nei boschi attorno a Srebrenica. 

 

La tragedia era stata aggravata e ingigantita dalla vergogna dei caschi blu olandesi che avevano consegnato per convenienza ed ignavia la città a Ratko Mladic, consentendogli di operare a suo piacimento. La memoria deve restare. Il nazismo non ha cancellato nei popoli europei la potenzialità dell'abominio genocida. Siamo capaci di pace duratura ma non siamo innocenti. Non siamo purificati, noi europei. La vigilanza deve continuare.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876