Sposi amanti

Mistero, fragilità e bellezza della vita di coppia secondo Carlo Rocchetta

Raccontare un libro non è mai facile. Soprattutto perché siamo spesso condizionati dai nostri gusti personali o da motivi ideologici. E questo ci rende meno obiettivi. Però, il libro di Carlo Rocchetta, il cui titolo Sposi amanti sembra accostare due parole che sono, apparentemente, l’una il contrario dell’altra, ha il merito di sottolineare due questioni decisive della vita di coppia.

La prima è che si può andare in crisi, ma ciò non è necessariamente un male, perché il fatto di mettere in discussione lo stato della coppia è un’opportunità per riscoprire e rinnovare il rapporto tra gli sposi, e comunque è un’occasione per conoscerci nella nostra fragilità, dalla quale è impossibile prescindere.

La seconda è che la vita di una coppia si muove a tanti livelli, è un’esperienza ricca e varia, ha delle potenzialità che facilmente ignoriamo, magari solo perché nessuno ci ha mai fatto scoprire quali profondità essa nasconda.

Così, nei suoi otto percorsi, l’autore (già fondatore del Centro familiare Casa della Tenerezza, dove opera come guida spirituale e consulente matrimoniale) accompagna in modo concreto gli sposi attraverso il multipiano della vita familiare: l’innamoramento e la varietà degli imprinting di coppia (che spesso si acquisiscono senza averne consapevolezza); la tenerezza, ««un viaggio che sgorga dal sentirsi amati e dal sentire di amare, e si offre come una gioia lieve che pervade in profondità la persona e l’orienta verso l’infinito»; la comunicazione, anche in rapporto al genere e all’età; il perdono e il circolo di morte che si crea in sua assenza; l’intimità, «incontro di tenerezza amante, colmo di amabilità e gioiosità, espressione del “tutto” e del “per sempre” del sacramento delle nozze»; un sano umorismo, dal momento che ogni giorno un gran numero di coppie litiga semplicemente perché gli sposi non sanno scherzare e non sono capaci di far emergere il lato divertente della loro vita; la grazia del sacramento nuziale; la preghiera come crescita nell’amore, infatti «il matrimonio-sacramento fonda un modo proprio di essere nella Chiesa, da cui sgorga una forma propria di preghiera».

Certo, non si tratta «di fornire risposte miracolistiche o ricette pronte all’uso», ma di affrontare un viaggio nel mistero e nella bellezza della vita coniugale, avendo a disposizione un agile strumento che, come le carte stellari, dà modo di conoscere e capire cosa si sta guardando. E allo stesso tempo di coglierne l’incanto.

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