Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Terzo settore

Sport senza frontiere si apre ai minori in isolamento da Covid

di Filippo Campo Antico

- Fonte: Città Nuova

Si tratta di diverse iniziative con il mimino comun denominatore dell’attività fisica e motoria per restituire ai ragazzi il diritto al movimento e alle relazioni con i loro coetanei.

(da Uff. Stampa Sport senza frontiere)

Il Covid ha creato nuove esigenze e anche il terzo settore si è dovuto rinnovare. Così Sport senza frontiere, Onlus che si occupa di integrazione sociale e diritto allo sport per minori in condizioni di disagio, ha aperto il progetto Joy anche ai ragazzi in isolamento psico-sociale per via della pandemia. Si tratta di diverse iniziative con il mimino comun denominatore dell’attività fisica e motoria per restituire ai ragazzi il diritto al movimento e alle relazioni con i loro coetanei.

Il distanziamento e la scarsa socialità hanno causato, soprattutto nei giovanissimi, ricadute sulla salute fisica e mentale. Sport senza frontiere ha vissuto durissimi mesi di chiusure e limitazioni scegliendo di restare in ogni modo possibile accanto agli oltre 400 bambini e alle loro famiglie che segue in città come Roma, Napoli, Milano, Torino, Bergamo e Trento.

(da Uff. Stampa Sport senza frontiere)

«Il progetto Joy – spiega il direttore generale di Sport senza frontiere Sandro Palmieri – ci ha permesso di estendere il nostro intervento ampliando la platea dei beneficiari e includendo non solo i bambini provenienti da contesti di disagio socio-economico, ma anche ragazzi in condizione di isolamento psico-sociale: la piaga più diffusa tra i giovanissimi a causa dei lockdown e delle chiusure». Durante i mesi di maggiori restrizioni i volontari di Sport senza frontiere hanno cercato di essere presenti con il sostegno allo studio e con l’aiuto educativo e tecnologico. Sono stati distribuiti centinaia di tablet e connessioni per permettere ai ragazzi di connettersi e seguire lezioni e attività.

«I lunghissimi mesi di lockdown e distanziamento – dichiara Alessandro Tapa presidente di Sport senza frontiere – ci hanno costretti a ripensare il nostro intervento che, per forza di cose, si basa sulla vicinanza fisica, l’incontro e l’attività di contatto». Infatti non appena è stato possibile si è cercato di riprendere le attività in presenza. «Se tutto ciò ha funzionato, è grazie a un approccio olistico, capace di aggredire tutti i problemi. Difficoltà che i bambini, specie quelli di aree a rischio e che provengono da situazioni famigliari o abitative precarie, vivono»

Il progetto Joy prevede servizi differenti. Il Joy summer camp è, appunto, un summer camp multi sportivo a vocazione sociale, nato nel 2017 a Terminillo (Rieti) col preciso intento di sostenere le famiglie colpite dal sisma. Si è poi trasformato in un progetto estivo permanente, un laboratorio socio-educativo che utilizza lo sport come strumento di coesione, inclusione ed educazione.

(da Uff. Stampa Sport senza frontiere)

I JoyPoint sono centri estivi a vocazione sociale, creati in collaborazione con la rete di società sportive di Napoli, Roma, Milano, Bergamo e Torino. Sono incentrati sull’attività ludico-motoria e lo sport al fine di contrastare il gap motorio, cognitivo e relazionale conseguente al periodo di isolamento.

Poi ci sono i week end Joy Nature, mini-campi formativi, della durata di un fine settimana per rimettere in vita le potenzialità psicofisiche, motorie e relazionali di bambini e adolescenti, superare eventuali ansie e paure nate a causa dell’emergenza sanitaria.

Infine i laboratori educativi Joy Lab per aiutare i minori a sviluppare strumenti fondamentali per la loro crescita. Condotti da psicologi, si dividono in: “Laboratori di espressione e movimento creativo”; “Laboratori digitali e audiovisivi” e “Laboratori di educazione green con una attenzione all’ambiente”.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876