Spiritualità cercasi

«Anni fa sono stato nel Movimento dei focolari e poi ho seguito altre strade. Ultimamente mi sono riavvicinato un po’ alla Chiesa, ho rincontrato qualcuno del movimento e così mi ritrovo con una domanda non risposta: la spiritualità dell’unità fa per me?».  S.F.
Giovani
«Anni fa sono stato nel Movimento dei focolari e poi ho seguito altre strade. Ultimamente mi sono riavvicinato un po’ alla Chiesa, ho rincontrato qualcuno del movimento e così mi ritrovo con una domanda non risposta: la spiritualità dell’unità fa per me?».

 S.F.

 

Grazie per la tua lunga lettera, qui sintetizzata, soprattutto per la domanda che poni. Nel nostro cammino, infatti, mi sembra fondamentale e corretto farsi e rifarsi domande di fondo e cercare con onestà risposte che ci permettano di fare nuovi passi. Se guardo a me, anche se da decenni faccio parte del Movimento dei focolari, in forme simili o meno mi sono fatto più volte la stessa domanda. Non per saggiare un mio più o meno grande impegno in un’organizzazione, ma per chiedermi su che valori volevo fondare la mia vita e il mio crescere e per verificare se stavo investendo le mie energie in modo conseguente.

Sappiamo che per arrivare alla meta di essere persone realizzate, si attraversano tappe differenti, si percorrono tratti di strada con amici o con altri, ci si scopre parte viva di una realtà più grande come è la Chiesa o ci si trova soli o in contrasto, ma importante è via via guardare alla meta e rimettere in discussione con serietà il nostro modo di procedere. Possibilmente confrontandoci con altri.

Tornando alla domanda, la risposta puoi dartela solo tu. Cerca, però, di farlo non guardando alla spiritualità come al far parte di una struttura, ma come una vita che è Vangelo e che quindi può essere vissuta da tutti, indipendentemente dall’appartenenza o meno al Movimento dei focolari, anch’esso nato solo dal vivere il Vangelo.

 

 francesco@loppiano.it

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