Spiderman 3

Il terzo capitolo della saga di Spiderman sembra l’apoteosi dello slogan supereroi con superproblemi che ha caratterizzato gli eroi in calzamaglia della Marvel sin dalla loro nascita negli anni Sessanta e ne ha decreto il loro quarantennale successo. Perché questa volta il buon Peter Parker deve affrontare contemporaneamente la crisi del rapporto con Mary Jane, l’odio di Harry Osborn che vuole vendicare la morte del padre, le manovre di un rampante fotoreporter freelance per soffiagli il posto al Daily Bugle e infine il tentativo di un simbionte alieno di prendere possesso della sua personalità, rivelandone i tratti più oscuri e vendicativi. Se a questo aggiungiamo la nascita di un altro villain, l’Uomo Sabbia, che altri non è che il criminale che ha ucciso anni prima l’amato Zio Ben, appare chiaro che questa volta la quantità di carne messa al fuoco da Sam Raimi è stata forse un po’ eccessiva. Il materiale a disposizione era tanto abbondante e complesso che Sam Raimi ha avuto bisogno di oltre due ore e mezza di film per riuscire a sbrogliare l’ingarbugliata matassa. Non senza problemi, perché la storia rimane vittima dei suoi stessi eccessi, procedendo spesso confusamente e in modo farraginoso. Inoltre, la leggerezza e l’ingenuità contrapposte alle complessità dei personaggi e delle situazioni, che nei primi due capitoli della saga si erano mantenuti in così convincente equilibrio, assumono questa volta toni un po’ farseschi e sin troppo sopra le righe, anche per un derivato del fumetto, e finiscono per schiacciare tutto il resto. Peccato, perché si intuisce chiaramente che la parabola di perdono e redenzione che costituisce l’ossatura del film si sarebbe certamente giovata di una maggiore linearità e semplicità della storia e di un’infrastruttura narrativa meno complessa e contraddittoria. Da sottolineare che visivamente e tecnicamente il film è meraviglioso, un prodigio di effetti speciali, quasi sempre a servizio della storia. a testimoniare che dietro la macchina da presa Sam Raimi ci sa fare. Come capita spesso, l’episodio meno riuscito dei tre e più bersagliato dalla critica è quello che ha registrato il maggior successo di pubblico a testimoniare che, in questo splendore tecnologico, la cultura dell’eccesso rischia di far perdere l’essenza del cinema ma non la sua capacità di affascinare. Regia di Sam Raimi; con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Bryce Dallas Howard, Thomas Haden Church, Topher Grace.

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