Sorprendenti ballottaggi

I clamorosi risultati delle elezioni amministrative sono densi di significati per tutta la politica italiana.
Giuliano Pisapia
I clamorosi risultati delle elezioni amministrative sono densi di significati per tutta la politica italiana, ma il loro rilievo nazionale non è nella presunta, automatica sfiducia al governo: le elezioni politiche rappresentano tutt’altro universo e non bisogna trarre conclusioni affrettate. Il rilievo nazionale nasce invece dalla ventata di novità che irrompe dalle urne e il messaggio è diretto innanzitutto ai partiti. Pur se maturate in situazioni profondamente diverse, ciò che accomuna la vittoria di Pisapia a Milano e quella di De Magistris a Napoli è la statura personale dei due nuovi sindaci, forti di forza autonoma, al di sopra dei partiti anche se non contro di essi. Il messaggio che hanno trasmesso entrambi è stato quello di una libertà dai lacci e lacciuoli di certo sistema di potere, che ha generato affidamento, fiducia, speranza. L’affermarsi delle rispettive candidature del resto era una garanzia. Né Lettieri né Letizia Moratti avevano questo patrimonio da spendere; al contrario, sono apparsi espressione dell’apparato vecchio e perpetuante il potere, che ha mostrato la corda anche nei toni accesi, di attacco persino livoroso, della campagna elettorale.

 

Allora, i partiti sono alla frutta? Non i partiti, ma la loro ombra lunga sulle istituzioni, l’assalto al potere, i personalismi, la gestione diseguale della cosa pubblica, quella che premia i pochi amici e lascia le briciole ai cittadini, l’improvvisazione nell’amministrazione, la mancanza di coerenza dietro il profluvio delle belle parole. Insomma, tutto quello che nel suo principio nega la politica come buona gestione del bene comune e che il partito può “tragicamente” rappresentare. Al contrario, queste elezioni mostrano che quando i partiti realizzano la loro vocazione, cioè danno spazio alla politica stando sullo sfondo in modo costruttivo, realizzano sé stessi e vengono premiati. E assieme a loro vince, anzi stravince, la partecipazione dei cittadini. Multiforme, non solo partitica. E giovane. Si sono visti tanti giovani, dappertutto. E con loro, il futuro della democrazia nelle nostre città e nell’intero Paese.

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