Superare i terremoti dell’anima

Come riuscire a superare la perdita dei propri cari, delle relazioni sociali, della propria casa? Se ne parlerà sabato 26 ottobre a L’Aquila, nel corso di un convegno organizzato dall’arcidiocesi dell’Aquila e dalla Caritas. Il messaggio del presidente del Consiglio Conte
Terremoto dell'Aquila

«Chi ha perso un figlio, i genitori, i parenti, gli amici; chi si è trovato in pericolo di vita; chi ha visto in poco tempo venir meno i parametri della propria sicurezza e s’accorge che il suo futuro è compromesso… ha in sé tensioni e conflittualità che, come un’onda alta, continuano negli anni. Quando un sisma può dirsi concluso, il “terremoto dell’anima” continua e gli sciami problematici che attiva si prolungano nel tempo. Pensate cosa vuol dire perdere i luoghi abituali della vita sociale e i siti identitari di una comunità; cosa significhi trovarsi spostati, in modo improvviso e traumatico, in abitazioni che non sono le proprie, realizzate come strutture provvisorie». Il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, parla spesso dei terremoti dell’anima che scuotono chi ha vissuto un evento sismico drammatico. Ha conosciuto il dolore della sua gente, durante il sisma devastante di dieci anni fa e quelli che hanno colpito, in seguito, Amatrice e il cuore antico dell’Italia e ha visto la scarsità degli interventi messi in campo per soccorrere oltre agli edifici, anche le persone e i loro cuori sanguinanti.

Paolo Giandotti/ Presidenza della Repubblica
Il cardinale Petrocchi

«A me sembra – aveva spiegato il cardinale – che spesso manchino le attrezzature (di tipo spirituale, psicologico e sociale) per intervenire su questi tipi di catastrofi e di drammi. Ecco perché l’intera comunità deve essere mobilitata nell’ascoltare la sofferenza di chi è stato così fortemente provato; poi insieme bisogna cercare le risposte, sapendo che dentro una situazione di dolore non c’è mai solo l’aspetto della disgrazia, ma agisce anche una misteriosa presenza di Dio, che è amore».

Per approfondire i risvolti di natura spirituale e psicologica che le catastrofi che hanno interessato il Centro Italia nel decennio trascorso hanno prodotto nelle comunità colpite dal sisma, è stato organizzato, per sabato 26 ottobre nel Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, un convegno nazionale dal titolo “Il terremoto dell’anima, a dieci anni dal 6 aprile 2009”.Un appuntamento diviso in tre momenti, che inizierà alle 9 e si concluderà con la messa nella chiesa di Santa Maria del Suffragio alle 18.

Agli organizzatori dell’incontro (l’Arcidiocesi aquilana, la Caritas italiana e la delegazione di Abruzzo e Molise) è arrivato anche il messaggio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «È necessario ripartire dalla ricostruzione del tessuto sociale – ha detto il premier – incentivando così il sostegno reciproco e il desiderio di ritrovarsi insieme come comunità unita. Condivido pienamente lo spirito dell’incontro, esprimendo apprezzamento e incoraggiamento per il pieno successo dell’iniziativa».

L'Aquila
L’Aquila dopo il terremoto, foto di Giuseppe Distefano

Oltre al cardinale Giuseppe Petrocchi interverranno, tra gli altri, al convegno monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di PescaraPenne e delegato per la Caritas della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, fr. Luca Perletti, del Camillian disaster service international, e il giornalista Giustino Parisse, caporedattore della redazione aquilana del quotidiano Il Centro durante il sisma del 2009, che nella tragica notte del terremoto perse entrambi i figli.

 

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