Soluzioni unificatrici

Manager al Centro di ricerca delle comunicazioni (Crc) del governo canadese, Jim Hamilton lo conoscevo solo al telefono. Un uomo che ha speso la maggior parte dei suoi anni mettendo talenti ed esperienza al servizio degli altri. È difficile ricordare a quante grandi manifestazioni dei Focolari abbia offerto la sua competenza per le trasmissioni via satellite in Nord America e, spesso, anche nel Centro e Sud America. In occasione dell’ultimo convegno mariano (Cf. Città nuova n° 9/2003), solo due giorni prima dell’evento ha trovato il modo di far arrivare il segnale a tutta l’America settentrionale. Cos’è il Crc? “Si tratta di un centro federale di ricerca per le telecomunicazioni. Tali ricerche riguardano la radio, le tecnologie ottiche, i sistemi avanzati di trasmissioni, le comunicazioni satellitari e quelle terrestri senza cavo. Oltre alla ricerca e sviluppo di tecnologie, esiste un centro per l’applicazione concreta di queste tecniche. Inoltre studiamo le possibili utilizzazioni delle nuove tecnologie e cerchiamo di identificare i bisogni richiesti dallo sviluppo tecnologico. Il mio gruppo di ricerca lavora nelle comunicazioni satellitari”. Quali sono i suoi progetti? “Fui assunto per lavorare su una nuova banda di frequenza, il che ha reso possibile creare stazioni satellitari riceventi molto più piccole di prima. Fino a quel momento, in effetti, le stazioni satellitari trasmittenti avevano un’antenna dal diametro di 20-30 metri, e quelle riceventi erano sui 5-7 metri. Per i programmi televisivi, la nuova banda di frequenza permetteva antenne trasmittenti di soli 3 metri di diametro e quelle riceventi bastava che misurassero un metro circa. Abbiamo così potuto utilizzare tale tecnologia a scopo educativo, creando numerose reti satellitari ad hoc, come la B.C.Knowledge Network, Access Alberta, Saskatchewan Communications Network, TVOntario e Newfoundland Tv. “Abbiamo anche dato il via all’Inuit broadcasting corporation, un ente di trasmissioni per la popolazione Inuit (cioè eschimese), che inizialmente ha procurato un servizio telefonico di proprietà della comunità indigena, e che ora offre numerosi servizi internet alle popolazioni del nord. “Nel 1990, insieme all’Esa (European space agency), abbiamo permesso all’Università del Newfoundland di dimostrare l’applicazione di programmi educativi distribuiti via satellite ad un congresso dei rettori delle università africane ad Accra, in Ghana. Partecipanti ad un incontro regionale della Banca mondiale che si svolgeva contemporaneamente nella stessa località hanno potuto così seguire il programma. Dieci anni più tari, tale dimostrazione ha portato la Banca mondiale a destinare fondi cospicui per una università virtuale africana, che può ora distribuire programmi in tutto il continente. “Più recentemente, abbiamo concentrato la nostra attenzione sull’accessibilità a servizi come internet nei settori della salute pubblica e dell’educazione. Abbiamo inoltre appena dato il via ad un progetto per accedere via satellite-internet alla Biblioteca nazionale canadese e ad archivi delle università del nord del paese. “In ogni caso, fin dagli inizi dei nostri programmi di ricerca, abbiamo provveduto alle infrastrutture necessarie per la tele-medicina e per progettipilota di educazione medica. Così il Canada è una delle nazioni più avanzate nell’attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite nel l’uso delle tecnologie spaziali nel miglioramento della salute pubblica nei paesi in via di sviluppo”. Quale può essere, secondo lei, il contributo che la tecnologia delle comunicazioni nel miglioramento delle condizioni della vita sociale? “Ancora prima di venire a lavorare al Crc ero ben cosciente della potenzialità delle comunicazioni. Ad esempio, durante la costruzione della centrale idroelettrica di James Bay negli anni Settanta, si verificarono costanti lotte e ribellioni da parte dei lavoratori, causate in primo luogo dal lungo isolamento cui erano costretti. Nemmeno il servizio postale funzionava. Una cabina telefonica a gettoni, collegata con un sistema satellitare, è stata da noi istallata, e le ribellioni scomparvero nel giro di pochi giorni. Quella era la riprova della forza delle comunicazioni per generare armonia sociale. “La mia esperienza al Crc ha rinforzato questa mia convinzione: le telecomunicazioni, usate in modo adeguato, sono un potente strumento in favore del bene. È molto gratificante per me trovarmi in una posizione tale da poter assistere organizzazioni come i Focolari, che operano solo per il bene della comunità”. E per il futuro? “I dischi di ricezione satellitare del diametro di una pizza sono ormai comuni. Servizi two-way stanno ora arrivando nelle case e negli uffici. Ciò permetterà una quantità di servizi interattivi. I produttori stanno già lavorando a versioni che incorporino i computer personali, e che possano controllare in casa molte funzioni, dalla luce alla temperatura, dagli allarmi agli elettrodomestici. La maggiore potenza e il minor costo dei componenti elettronici permetteranno di accedere a servizi medici, educativi e sociali oggi non raggiungibili. Nei paesi in via di sviluppo sono già in funzione radio collegate con satelliti, per evitare il problema della mancanza di corrente elettrica ed il costo delle batterie. Informazioni mediche ed educative sono trasmesse grazie a questo tipo di radio, assieme a programmi interessanti, storie avvincenti, giochi e gare, che invogliano all’ascolto. Anche le comunicazioni satellitari, molto economiche, sono un grande potenziale per questi paesi”.

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