Silenzio e parola, cioè luce

I cardini della comunicazione nel nuovo libro di Michele Zanzucchi: ascolto, reciprocità, luoghi e modi della relazione.
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Era tanto tempo che mi chiedevo se fosse possibile rintracciare da qualche parte una sorta di breviario della comunicazione. Recentemente, leggendo il tradizionale messaggio di Benedetto XVI in occasione della festa del patrono dei giornalisti, Francesco di Sales, ho intuito che fosse giunta l’ora di tornare sulla questione.
C’è riuscito davvero brillantemente Michele Zanzucchi, facendosi interprete di un’istanza fondamentale, quella di saper tracciare un itinerario spirituale, ispirato al magistero del papa, che facesse della comunicazione del Verbo la missione per eccellenza di ogni credente. Il silenzio e la parola. La luce. Ascolto, comunicazione e mass media si legge bene, non solo perché la penna dell’autore è come al solito scorrevole nella sintassi, ma anche e soprattutto per la profondità del pensiero.
Vi è, d’altronde, un bisogno diffuso e per certi versi universale, di comunicare speranza, andando col cuore e con la mente oltre i confini limitati dell’orizzonte contemporaneo. Zanzucchi enuncia a chiare lettere i cardini della comunicazione: l’ascolto, la valorizzazione dell’altro, la reciprocità, i luoghi e i modi della relazione.
Ecco che allora si genera «quell’ecosistema», parafrasando il papa, capace di armonizzare parola, immagini e suoni. La condicio sine qua non rimane comunque il silenzio come locus per eccellenza dell’ascolto, percezione di un’alterità troppo spesso negata da certi affabulatori, mercanti di parole. Sovviene allora la provocazione, indirettamente posta dall’autore nell’epilogo, quando egli auspica «una nuova creatività che potrebbe riportare la persona al centro degli interessi di tutti i comunicatori».
Per il cristianesimo del Terzo Millennio la posta in gioco è alta. Se il silenzio non torna ad essere il punto di partenza, i gesti fattivi non precederanno mai le parole. La contemplazione silenziosa diventa allora premessa di un amore totale che salva e le parole di cui sopra, poco importa se analogiche o in formato ipertestuale, saranno quello che dovrebbero davvero essere: segni efficaci di un racconto di comunione che questo saggio spiega efficacemente.
 
L'Autore è direttore della rivista Popoli e missione, editorialista di Avvenire e docente alla Gregoriana

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