“Siamo alleati dell’uomo”

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Con la sua nomina a presidente della Cei, mons. Bagnasco è stato chiamato a svolgere un delicato e impegnativo compito a favore della Chiesa in Italia, come afferma il cardinal Bertone nel telegramma inviatogli a nome del Santo Padre. Il nuovo presidente di questo importante organismo ecclesiale alla guida dei vescovi delle 226 diocesi italiane, succede al cardinal Ruini che per 16 anni ha ricoperto questo incarico. Nato nel 1943 a Pontevico (BS) da genitori genovesi sfollati per la guerra, a Genova Angelo diventerà sacerdote e si laureerà in filosofia. Tra i vari incarichi pastorali lo vediamo anche impegnato tra i giovani come assistente degli scout e della Fuci. Vescovo di Pesaro nel 1998, dal 2002 al 2005 è segretario della commissione episcopale per l’educazione, la scuola e l’università, una sorta di ministero della pubblica istruzione dei vescovi italiani. Nel 2003, quale ordinario militare per l’Italia, coordina il lavoro pastorale di tutti i cappellani militari. Dal 24 settembre scorso è arcivescovo di Genova, successore del cardinal Bertone. Positive le reazioni dei sacerdoti di questa diocesi nei suoi confronti: Ha saputo stabilire con ciascun prete un vero rapporto paterno, anzi fraterno e amichevole; e conoscendo la precisione e la dedizione di mons. Bagnasco, sono certi che saprà dare, in comunione con le diocesi italiane, un contributo alla nuova evangelizzazione. Colpisce, nel suo primo discorso a Genova da nuovo segretario della Cei, l’atteggiamento di libertà e di attenzione ad ogni persona che traspare in questa forte affermazione: Non siamo alleati di alcun trono, siamo alleati dell’uomo . Forse pochi sanno che mons. Bagnasco da sei anni presiede il consiglio di amministrazione del quotidiano cattolico Avvenire. E proprio da questo quotidiano prendiamo la testimonianza del rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi: In lui ho rilevato piena sintonia con il progetto culturale e consapevolezza della storia del cattolicesimo italiano. Ha sempre colto la necessità di coniugare fede e vita quotidiana. E ancora: Anzitutto è un uomo con un grande senso della misura e ha una profonda conoscenza della realtà nei suoi aspetti talvolta complicati. Ha dimostrato grande capacità di ascolto, prima di decidere. La conferma in queste parole rivolte dal nuovo presidente Cei ai suoi collaboratori di Genova: Spero di andare a Roma tutte le settimane, ma l’ottima organizzazione degli uffici centrali della Conferenza episcopale è comunque una garanzia di sicurezza e tranquillità. Riguardo al compito che lo attende, lui stesso sottolinea la comunione come atteggiamento fondamentale: La Cei è una struttura di comunione e di servizio per la fraternità episcopale, per il discernimento delle sfide contemporanee, nonché dei grandi orientamenti pastorali che vengono declinati dai pastori nelle concrete realtà diocesane. Alla Radio Vaticana che gli chiedeva quale deve essere l’identità cattolica di fronte alla società, risponde: Serenità nel confronto, semplicità e convinzione. UN GRAZIE A RUINI Grazie a lui, la Chiesa italiana è stata in grado di crescere nella consapevolezza della propria fede e della propria missione evangelizzatrice cui è chiamata e della necessità di essere presente nella storia e nel mondo come luce e sale: così mons. Bagnasco a proposito del suo precedessore. Per il segretario generale della Cei mons. Giuseppe Betori, Ruini è stato guida illuminata, sicura, appassionata e generosa. E ne ricorda il progetto culturale da lui voluto e costantemente illuminato. Tutti noi siamo testimoni dell’importanza ecclesiale del recente Convegno di Verona, punto di arrivo e di partenza nella vita di comunione tra i cattolici italiani. Anche di questo siamo grati al cardinal Ruini e non si potrà non tenerne conto. Naturalmente ogni cambio al vertice di un organismo come la Cei non può non suscitare un senso di attesa per le novità che la fantasia dello Spirito Santo ha preparato per la Chiesa in Italia.

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