Shutter Island

Cinema "Shutter Island"

Esce il 5 marzo il film di Scorsese. Claustrofobico, enigmatico. Horror gotico, thriller psicologico, metafora metafisica? I due poliziotti Teddy (Di Caprio) e Chuck (Ruffalo) nel 1954 indagano sulla scomparsa di una pluriomicida dall’isola, manicomio criminale. Nulla è come appare – pure i medici e gli infermieri –; Daniel deve fronteggiare anche le proprie paure. Il film affronta temi pesanti: la paura, il ricordo, il dolore, il male soprattutto, nella società, fra gli individui. L’atmosfera è cupa, incombe un uragano. La fotografia è “sporca” come la verità, difficile da trovare. E Dio? Il cattolico Scorsese si chiede dove sia, se soffra o sia violento. Ciò che Teddy (Scorsese, cioè) vede e sente è vero o frutto della sua mente in pericolo? Teddy si impegola in sé stesso. Cervellotico a tratti, forte nell’inizio wagneriano – la nave emerge dalle nebbie –, segnato dalla musica di Scelsi e dalle scenografie di Ferretti, con ottimi attori, il film, miscela di generi e di citazioni, gronda un autobiografismo doloroso.

 

Regia di Martin Scorsese; con L. Di Caprio, M. Ruffalo.

 

 

Valutazione della Commissione nazionale film: complesso, problematico (prev.).

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