Sex education Show

Il nuovo programma in onda su Foxlife è lo specchio della nostra società che ha separato il sesso dall’amore e la sessualità dalla procreazione.
Sex Education Show
Sex Education Show, il nuovo programma in onda ogni lunedì alle 22 e 45 su Foxlife al canale 114 di Sky, è lo specchio della nostra società che ha separato il sesso dall’amore e la sessualità dalla procreazione. È espressione di quella che in Brasile chiamano la sexualita placentera, la sessualità che isola il piacere dalla persona e che alcuni Paesi cercano di introdurre nelle legislazioni di tutta l’America, da Nord a Sud, come un diritto, anche nel matrimonio, da raggiungere a tutti i costi, anche a prezzo della separazione. Perché prima viene il piacere e dopo segue, se possibile, l’unione della coppia.

 

A far da battistrada, come spesso accade, il mondo anglosassone, che già dal 2008, manda su Canale4 in Gran Bretagna lo stesso format, ora giunto alla quarta edizione, con lo stesso titolo, riadattato per l’Italia dalla casa di produzione televisiva MadDoll. Il programma parla, ovviamente di sesso, ricalcando gli stessi stilemi del format inglese. Si alternano con un montaggio veloce ed efficace gli stand up della conduttrice Giovanna Palmieri, detta Nina, lo studio con il pubblico e gli esperti sessuologi, le storie di coppie, i dialoghi con gente di passaggio in un letto matrimoniale sulle piazze italiane, le interviste e i test fatti su una squadra di calciatori amatoriale e, davvero incomprensibilmente, il coinvolgimento di studenti e studentesse minorenni di una scuola di Roma. Lo stesso accadeva nel programma inglese. Ma siamo sicuri che sia legale e che non occorra la precisa presa di posizione di alcune associazioni a difesa dei minori e della famiglia?

 

Il programma, poi, entra nei dettagli, come se fare sesso fosse solo questione di tecnica e di prestazioni da migliorare, scoprire, praticare. È la banalizzazione del sesso, anche se Sex Education Show si sforza di dare il suo minimo contributo educativo, estremamente superficiale, per generazioni di adolescenti che apprendono nozioni di sessualità solo attraverso la pornografia che deforma la realtà sia estetica che culturale della dimensione affettiva e sessuale.

È imbarazzante anche il ruolo della conduttrice che, nella società di produzione dove viene realizzato il montaggio delle puntate, è stata vista più volte piangere, non di gioia, ma di vergogna.

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