Servizio civile universale: una risorsa per il Paese

Con l'aumento del budget per il 2021 e il 2022, l'anno prossimo potranno aderire al Servizio civile universale circa 30mila giovani in più. Una buona notizia, anche visto l'impegno dei volontari durante il lockdown

L’anno prossimo potranno aderire al Servizio civile universale almeno 30mila giovani in più rispetto agli anni passati. A seguito della campagna lanciata da “Vita.it” nelle scorse settimane  per il finanziamento del Servizio Civile Universale (SCU) e sottoscritta da una trasversalità di firmatari, è stato annunciato un aumento del budget annuale del Servizio Civile di 200 milioni di euro, sia sul 2021 che sul 2022.

Una buona notizia, ma che non può essere un punto di arrivo, dal momento che tutti i ragazzi fra i 18 e i 28 anni che lo desiderino, hanno diritto a vedere assicurata la possibilità di fare un’esperienza che consente loro di acquisire competenze e anche di offrire il proprio contributo alla società civile.

Già la campagna CentoXCento Servizio Civile, promossa dalla Rappresentanza nazionale del Servizio civile universale aveva  chiesto alle istituzioni di finanziare tutti i programmi e i progetti presentati lo scorso 29 maggio in risposta all’ultimo bando. Ogni anno infatti  sono dagli 80mila ai 120mila i giovani che ne fanno richiesta e molti di loro, circa metà, vedono rifiutata la propria domanda di disponibilità.

Nell’attuale situazione causata dalla pandemia, i ragazzi del Servizio civile hanno dimostrato coraggio, determinazione e profondo senso di partecipazione civica. Sia quando, come in Lombardia, l’80% dei giovani nonostante il rischio contagio ha continuato ad offrire il proprio apporto volontario stando in prima linea, sia quando in smartworking tanti hanno offerto il proprio  contributo da casa rimodulando attività previste e ridimensionando aspettative. Come Beatrice Roscioli, che sta svolgendo il Servizio Civile in AFN onlus insieme a Lorenzo Attachi, all’interno del progetto “Promuovere la cittadinanza globale dei giovaniper favorire lo sviluppo di comunità solidali e promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di giovani migranti nei territori del Lazio e della Calabria.

«Avete presente i quadri di Hopper? Le stanze semivuote, le luci ferme, il mondo alla finestra, l’attesa… Ecco, queste sono le immagini che mi vengono in mente se penso alla vita durante il lockdown. Le lunghe giornate scandite da una inconsueta routine e quel silenzio forte, che sembrava volerci ricordare che essere umani non significa essere infrangibili… – afferma Beatrice.  – Certo è che mai avrei pensato di vivere così il mio Servizio civile universale. Purtroppo tante delle attività programmate sono saltate e altre rimodulate così da essere svolte da remoto. Quei mesi a casa ci hanno mostrato un’altra faccia del mondo, più fragile sì, ma anche più determinata. Sulla scia di quanto questa insolita realtà ci ha lasciato, spero che tutti noi impariamo ad affrontare la vita in maniera diversa. Anche quando il calore della nostra confortante quotidianità lascia il posto alla confusione del buio, dobbiamo banalmente ricordarci che anche i giorni più duri passano, esattamente come tutti gli altri. E che alla fine ci saranno sempre tempi migliori».

In un periodo di emergenza sanitaria con conseguenze gravose a livello socioeconomico, l’impegno di giovani volontari al servizio della comunità, in un’ottica di cooperazione e sostegno delle fasce più vulnerabili, è una risorsa per il Paese oltre che un diritto per tutti i giovani e non può passare in secondo piano.

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